La terza vittoria consecutiva nel nostro girone di qualificazione ad Euro 2020, ha confermato l'ottimo lavoro di Roberto Mancini e tenuto alto il morale della truppa azzurra. Il tutto a poche ore dall'altra gara contro la Bosnia di Pjanic e Dzeko: partita che potrebbe di fatto estromettere la selezione bosniaca dalla qualificazione. "Penso che siano dei candidati forti per passare il turno e che in Finlandia sia stato un episodio – ha però avvertito il nostro commissario tecnico – Non dovremo sottovalutarli, perché con la Grecia è l'avversario più temibile del girone".

Nella consueta conferenza stampa della vigilia, Roberto Mancini è poi entrato nel dettaglio della sfida dell'Allianz Stadium: "Rispetto alla partita contro la Grecia, non ci saranno molti cambi. Valuterò comunque dopo l’allenamento. I gol degli attaccanti? Ci mancano ed è una cosa anormale. Le loro reti diventano decisive nelle partite importanti – ha aggiunto il ct – Ci vogliono anche quelle, ma il lavoro degli attaccanti non manca. Belotti ad Atene ha fatto un assist, più altri due nel secondo tempo. I gol arriveranno".

Mancini e l'idea offensiva

"Io sono qui perché mi diverto e perché mi piace allenare i ragazzi – ha continuato Mancini – Sono tutti calciatori bravi con tanta qualità. Sono un allenatore che ha giocato tanti anni da calciatore, quindi voglio giocare un calcio offensivo. Nonostante lo scetticismo dell’inizio ho trovato giocatori molto tecnici, c’è feeling. Credo che dopo la delusione mondiale ci sia stata una spinta in più, qualcosa di diverso e più bello da parte di tutti".

Prima di salutare i giornalisti e tornare in campo con Chiellini e compagni, il commissario tecnico azzurro ha commentato il ritorno in Italia di Antonio Conte e quello ormai sempre più vicino di Maurizio Sarri: "Ho sempre pensato che gli allenatori italiani siano a livello tattico i più bravi, per tutto quello che Coverciano insegna. Se tutti gli allenatori italiani sono in Italia è un bene".