L’Apocalisse è arrivata. E' amara, triste, terribile, cattiva. L’Apocalisse è per tutti. Nel suo sconvolgimento sono stati spazzati via i vecchi (ormai logori e troppo compassati per un calcio a cento all’ora), i giovani, troppo acerbi e senza esperienza internazionale per poter dire davvero “ci penso io”, la guida tecnica – troppo confusa – che è andata in totale bambola in Spagna e non si è più ripresa. La Federazione oggi sembra una barca in mezzo ai flutti, con una figura, il presidente Tavecchio, che è quasi più attaccato dell’allenatore per quanto è odiato dall’opinione pubblica (ma amato dalle società che contano).

Ci sono tutti dentro se pensiamo alla squadra. Ma Buffon a fine partita è riuscito ad essere lucido nello spiegare che non andare al Mondiale è una grossa perdita anche sociale e quindi l’Apocalisse deve essere anche per noi tifosi, anche per quelli che vogliono fare a tutti i costi gli “anti-italiani”, dal Sud, pensando che le società del Nord impongono i loro calciatori, e dal Nord, perché si pensa sempre che qualcuno ti stia fregando qualcosa o non si stia impegnando al massimo.

L’Apocalisse è per chi questa estate non si emozionerà anche solo per tre partite. Per i bambini che non si dipingeranno i visi e non chiederanno ai loro genitori le bandierine, per i genitori stessi che non potranno vivere un momento di aggregazione sicuramente memorabile insieme agli amici e ai propri figli, addirittura per le donne che una volta ogni quattro anni cercano di capire cos’è quella passione che tiene il proprio uomo in tensione per fine settimana interi.

L’Apocalisse è per chi intorno a un Mondiale ci costruisce strategie di marketing ad hoc. Questa estate nessun televisore in regalo se l’Italia vince il Mondiale, nessun pupazzetto da conquistare con i punti del benzinaio, nessuna sciarpa in allegato al giornale. L’Apocalisse è per chi scrive di calcio e siamo tanti, va bene conoscere come funziona la strategia del fuorigioco Sampaoli, ma senza l’Italia ai Mondiali la strategia del fuorigioco di Sampaoli interessa 5 persone su 100.

L’Apocalisse è per chi deve migliorare il calcio italiano. Moltissimi chiedevano questa sconfitta per poter migliorare le cose. Mancare ad un Mondiale fa soltanto peggiorare le cose. Alcuni giornalisti napoletani che sono andati a Manchester per la trasferta di Champions League sono stati accompagnati a visitare il centro di allenamento del City. Hanno visto decine di campi e centinaia di giovani calciatori, ma soprattutto quattro campi coperti e uno di loro riusciva a replicare le condizioni climatiche che il City avrebbe trovato la partita successiva. Quei giornalisti erano sicuri che il Napoli avrebbe preso 6 gol in due partite contro il Manchester City ma hanno anche visto cosa serve per arrivare a quel livello. Se il Napoli in Champions League si fosse qualificato penserebbero ancora che il campo spelacchiato di Castelvolturno e un po’ di fantasia e fortuna bastano e avanzano per poter competere.

L’Apocalisse è per chi da bambino si è sempre unito intorno al colore azzurro e questa estate non può più farlo. Nessuno si senta escluso dall’Apocalisse. Ma non è la fine, semmai un nuovo punto d'inizio. Il calcio italiano non è morto.