Dentro o fuori. Festa o guerra, per dirla con i modi (decisamente meno urbani) della curva nerazzurra. Esattamente come un anno fa, l'Inter si trova di fronte all'ultimo ostacolo da saltare per arrivare i Champions League. Dodici mesi fa era la Lazio di Simone Inzaghi, oggi invece è l'Empoli di Andreazzoli. "L'Empoli è un avversario scomodo. E' una squadra che sta bene, poi è chiaro che la posta in palio annulla tutto il percorso precedente – ha spiegato in conferenza stampa Luciano Spalletti – Ci puoi arrivare come ti pare, ora sei davanti a questo obiettivo e devi essere nelle condizioni di dare il meglio di te stesso".

Il carico emotivo di Spalletti

Durante l'incontro con i giornalisti al Suning Training Centre, il tecnico nerazzurro ha parlato anche delle analogie con la sfida dell'anno scorso all'Olimpico e dell'importanza della carica dei settantamila di San Siro: "Ci sono punti di contatto con la partita con la Lazio perché ha la stessa importanza. Davanti ad un confronto da dentro o fuori è chiaro che l'attesa è al massimo. C'è un carico emotivo importante ma ci siamo un po' abituati. Io poi non c'è stato un campionato in cui sono arrivato tranquillo alla fine".

La tensione della vigilia

"I nostri tifosi ci vogliono bene, e preferisco giocarmela a San Siro – ha aggiunto Spalletti – I tifosi si sono sempre comportati nella maniera corretta e cercano di stare vicini alla squadra. Poi i calciatori devono essere bravi a interpretare e dare delle soddisfazioni a quei tifosi sugli spalti. Mi aspetto che i calciatori, essendo allenati alle tensioni, mettano dentro tutte le cose che io gli riconosco e che hanno fatto vedere. I miei calciatori, io, ci sentiamo molto bene: abbiamo lo scopo di riportare l’Inter in Champions. Lautaro o Icardi? Secondo me è la partita di tutti e due, è una partita dove tutti e due hanno quel carattere e quella personalità per andare ad incidere".