Luciano Spalletti ha le ore contate? A sentire le critiche che sono piovute all'indomani dell'esclusione dalla Champions League sembrerebbe proprio così. Non subito, la stagione finirà con il tecnico toscano sulla panchina ma il futuro nerazzurro non gli appartiene. E così è scattato subito il toto-sostituto, ovviamente con il classico girotondo di nomi più o meno credibili, tutti rigorosamente top mamager di caratura internazionale.

Una corsa al nome nuovo supportata anche dalla odierna ufficializzazione di Beppe Marotta nella veste di neo amministratore delegato della società guidata da Suning, uomo in grado (e nll'obbligo) di dare alla società una struttura solida e una mentalità vincente. Così, si sprecano le richieste di vedere sulla futura panchina nerazzurra Antonio Conte, Diego Simeone, persino Josè Mourinho.

Il toto-nome, per giugno

Tutti nomi di primissima fascia, senza freno ai sogni. Si parte da Antonio Conte, il grande rivale ai tempi bianconeri sia quando era giocatore e dopo, nelle vesti di tecnico. A lui si deve l'inizio dell'epopea attuale bianconera, lui ha dato il via ai successi e allo strapotere juventino oggi saldamente in mano a Max Allegri. Antonio Conte all'Inter, dopo che era stato vicinissimo al Real Madrid ma anche al Milan. E che è libero da contratti, in attesa di scegliere la via migliore.

Conte, il nemico che ti fa vincere

L'arrivo di Conte significherebbe il ristabilirsi di una coppia vincente che era già nella Juventus: con Beppe Marotta. Un duo di assoluta affidabilità e che per questo oggi prende anche credibilità. Suning, che uscirà dal gioco del Fair Play nella prossima estate, non avrebbe problemi sull'ingaggio ma l'avvento di Conte obbligherebbe a una revisione quasi completa della rosa.

Il binomio con Marotta

Laddove è arrivato, Conte ha sempre imposto non solo la propria personalità ma anche la propria visione di gioco, di allenamento, di approccio. Dove arriva porta uomini a lui funzionali, chi c'è e non lo è, saluta. Ha fatto benissimo alla Juventus, bene al Chelsea finché Abramovich non ha posto paletti. Sufficiente come ct azzurro.

Mourinho, l'amuleto in onore del Triplete

Josè Mourinho rappresenta il classico aggrapparsi al passato splendente. E' l'allenatore del Triplete, colui che ha aperto (e chiuso) un'era che difficilmente potrebbe ripetersi e che per questo difficilmente accetterebbe un secondo mandato in nerazzurro. Uomo scaltro, allenatore preparato e furbo rischierebbe di sporcare oggi l'icona perfetta dell'allenatore infallibile.

Il Mou Bis per ritornare grandi

Per questo più che una reale alternativa a Spalletti da parte della società, sembra un desiderio di pancia dei tifosi, nella sola speranza di ripetere i fasti del 2010 quando lo Special One portò al massimo splendore la già ottima Inter  costruita da Mancini. Ma proprio l'attuale ct azzurro è la controbilancia: il Mancini Bis all'Inter è stato un flop, su cui riflettere.

Diego Simeone, il ‘Cholo' idolo della Curva

Infine Diego Pablo Simeone, idolatrato e amato dal pubblico quando spingeva in mediana muscoli e chilometri, apprezzatissimo allenatore dell'Atletico Madrid con cui ha costruito la sua carriera da tecnico. E' l'idea che circola insistentemente da più tempo in casa Inter. Ad ogni cambio tecnico il suo nome ritorna e quella sua frase "un giorno chissà allenerò l'Inter", ritorna come un biglietto da visita.

Poco mercato, tanta personalità

Simeone ha effettivamente esperienza, è un vincente, ha personalità e sa far giocare bene le proprie squadre. Un identikit ideale al quale si aggiunge l'appartenenza nerazzurra che lo porrebbe anche in caso di difficoltà al riparo da facili critiche da parte del tifo più acceso. Ma anche un profilo che potrebbe essere gradito a Marotta: il neo ad ha già sottolineato che non vi saranno pazzie sul mercato e Simeone in biancorosso non ha mai imposto nomi alla società, facendo rendere al massimo tutti i giocatori che gli sono stati dati a disposizione.