Questo mercato italiano sta dicendo qualcosa che, anche se intuito lo scorso anno, oggi è più evidente. Le milanesi vogliono tornare nel grande calcio, anche se hanno scelto per farlo due progetti e strategie molto differenti. Il mercato estivo dell’Inter non è da 10 solo perché potrebbe prendere anche Luka Modric, il che la porterebbe a lottare per tutti i trofei a cui partecipa. La difesa interista, già strutturata intorno ad uno dei migliori portieri in circolazione e due grandi centrali, come Skriniar e Miranda, ha aggiunto sulle fasce Vrsaljko a destra e Asamoah a sinistra. La capacità di coprire l’intera fascia per 90 minuti del croato ai Mondiali ha stupito, così come l’efficienza massima dell’ex juventino dimostrata in tutti questi anni. Per non far venir meno le alternative al centro, ai due di cui sopra è stato aggiunto anche De Vrij, il miglior difensore della passata stagione nel campionato italiano.

Aggiungere Modric nel centrocampo che si va definendo all’Inter sarebbe qualcosa da stropicciarsi gli occhi per almeno tre partite di seguito. L’Inter ha l’equilibrio di Vecino, le geometrie di Gagliardini, la classe di Borja Valero e la freschezza tattica e di inserimenti di Brozovic, a cui ha aggiunto la potenza sempre in controllo di Nainggolan. Già così è un centrocampo che può dominare sotto tutti i punti di vista, ma aggiungervi il genio del croato vorrebbe dire fare un salto di livello incredibile.
Anche in attacco l’Inter è tutta da gustare. Icardi c’è e non si tocca, ma c’è anche Lautaro Martinez, che nelle uscite pre-stagionali ha mostrato colpi, ma soprattutto personalità da grande giocatore. Se in questo contesto i due riescono a ben coesistere e magari ad avere in appoggio un Politano in grande spolvero, l’attacco dell’Inter è imprevedibile e sempre pericoloso. A questi poi bisogna anche aggiungere un ‘posticino' per Perisic, ai Mondiali l’ala più forte di tutte.

Il Milan dal canto suo sta costruendo con meno clamori, ma il risultato finale, oltre ad essere molto aderente alle idee di gioco di Gattuso, sembra interessante. Con uno scambio di mercato molto criticato, il Milan ha per tre-quarti quella che potrebbe essere la difesa della nazionale italiana dei prossimi cinque-dieci anni. Donnarumma, Conti, Caldara, Romagnoli – a cui si aggiunge Rodriguez a sinistra – sono tutti da scoprire, soprattutto nella capacità di giocare insieme, ma presi singolarmente e come potenziale possono diventare una delle difese guida del nostro campionato. A centrocampo Gattuso avrà uno stantuffo come Bakayoko, da abbinare a Kessié per la mediana muscolare voluta dall’allenatore, che ha il compito di tenere il campo per 90 minuti e dare spazio e tempo per la costruzione del gioco a Biglia. I due mediani serviranno anche perché la fascia di campo dove si svilupperà il gioco del Milan è la trequarti. Con Bakayoko-Kessié in copertura, potranno giocare spesso insieme Suso, Calhanoglu e (forse) Halilovic, con Higuain punta centrale, pronto a sfruttare tutto il lavoro creativo dei tre.

Milano vuol tornare nel grande calcio

Al di là delle squadre che Inter e Milan stanno andando componendo per la stagione 2018-2019, per entrambi i club emerge la rinnovata importanza anche internazionale. Se Modric spinge così tanto per venire a Milano, vuol dire che sa di poter avere all’Inter la soddisfazione che si sente di meritare sia da un punto di vista economico, che in quanto a futuribilità del progetto di squadra. Allo stesso modo, se i migliori calciatori italiani stanno piano piano andando tutti al Milan, vuol dire che un progetto di squadra con una chiara identità italiana da proporre in Europa, è un’altra idea che sta incontrando sempre più favori.

Come detto, siamo di fronte a due strategie molto diverse che stanno accompagnando le squadre milanesi verso la rinascita. Gli obiettivi in questi primi tre anni di nuova gestione societaria (con tutto quello che è capitato al Milan da questo punto di vista, poco è cambiato in ottica strategica) erano il consolidarsi in ambito italiano, comprare calciatori perfetti per il progetto e ritrovare appeal per richiamare campioni internazionali. I tre obiettivi, con le giuste tempistiche, si stanno raggiungendo. Conclusa questa fase poi, le milanesi vorranno tornare a essere competitive e a vincere. Non manca tantissimo.