Luciano Spalletti lascia il posto ad Antonio Conte. L'evento potrebbe accadere la prossima estate quando sulla panchina nerazzurra si potrà assistere ad un passaggio di consegne. Previsto, soprattutto dopo le attese deluse dell'ultima stagione, quella del rilancio che si è trasformata in una difficile conferma negli obiettivi. Per l'Inter un modo per creare nuovi presupposti ad un progetto che deve ripartire e puntare ancora più in alto. Per farlo, spazio ad uno dei manager italiani più competitivi e competenti degli ultimi anni, l'ex bianconero.

Per Suning si tratta di voler alzare ancora una volta l'asticella della squadra. Se con Spalletti si è arrivati fino in Champions dopo un'assenza di sei stagioni, restarci non basta. Così, con l'approdo all'edizione 2019-2020 della coppa continentale, ci sono le basi per andare oltre. Non più con l'ex Roma ma con Antonio Conte che rappresenta un ‘upgrade' del cammino a lungo termine: l'ex ct della nazionale dovrebbe permettere di replicare a Milano quanto fece dal 2011 a Torino con la Juve.

Quanto costa Conte e quanto costerebbe Spalletti

Se da un punto di vista tecnico c'è poco da discutere (Spalletti non ha vinto nulla, Conte ha dimostrato di saper conquistare titoli), da un punto di vista economico per Suning sarà un investimento non da poco. Accompagnando alla porta Spalletti con due stagioni in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto, il club nerazzurro dovrà mettere sul piano circa 25 milioni di euro per il tecnico e il suo staff (12,5 lordi a stagione). Ingaggiando contemporaneamente Conte (e i suoi uomini) si dovranno mettere sul tavolo altri 17,5 milioni lordi all'anno (per un contratto almeno biennale).

Il fair play dell'Uefa

La cifra è chiara: il cambio di allenatore costerebbe (condizionale d'obbligo) circa 60 milioni nel prossimo biennio. Un esborso che mette l'Inter ancora una volta nel mirino del fair play dell'UEFA che ultimamente ha rilasciato le corde davanti al rientro nei parametri della società nerazzurra (con un ultimo passivo di soli 18 milioni di euro).

Perché la Champions è fondamentale

E anche l'eventuale ‘doppio stipendio' dei due allenatori potrebbe essere un non problema. La soluzione, infatti, rimane sempre e solo la stessa: la Champions League. Qualificarsi per la principale competizione continentale significherebbe avere la garanzia di entrate milionarie grazie agli emolumenti dell'Uefa, all'indotto sugli sponsor e alla vendita dei giocatori con la rosa che verrebbe rivalutata.