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Inter-Mazembe 3-0, finale Mondiale per Club 2010, Sconcerti: Benitez lascerà da vincitore

Benitez come Mourinho: lascerà da vincitore. O la società garantisce da ora in poi supporto completo al tecnico o il tecnico non resterà sulla panchina a prendersi tutte le colpe.
A cura di Alessio Pediglieri
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INTER MAZEMBE MONDIALE

Voci fuori dal coro, suoni stonati, oppure semplicemente parole di verità. Le dichiarazioni di Benitez alla conclusione della finale, dopo aver pilotato dalla panchina Inter-Mazembe 3-0 lasceranno il segno. Perchè gia' qualcuno le ha interpretate come un "arrivederci e grazie".

Troppe critiche durante queste ultime settimane, troppi indugi nel difenderlo, troppe incertezze per chi ha iniziato la sua avventura solamente 4 mesi fa. Rafa Benitez a chi lo condannava ha sempre risposto con il lavoro e la pacatezza delle proprie risposte. Oggi, davanti al trionfo iridato ritorna al suo modo di vivere le situazioni nel bene o nel male: restando fedele alla linea, ricordando la sua classe e il suo lavoro.

"Adesso voglio supporto totale della società altrimenti non ci sto a passare da colpevole" aveva sentenziato nel dopogara, pretendendo 3 acquisti di mercato a gennaio più il sostituto di Samuel. "Altrimenti non si vince".

Corretto, per chi si è laureato Campione del Mondo, ma anche corretto per chi sa che il proprio destino era già segnato prima della finale mondiale e, con classe e solita maestria anticipa i tempi. Almeno questa è l'interpretazione che dà Mario Sconcerti dagli studi di Sky:  "E' un'uscita francamente sorprendente e sicuramente fatta nel momento sbagliato. Credo anche grottesca per il modo. Credo che Benitez abbia detto cose che voleva dire da tanto tempo. Questo è un vero e proprio ultimatum all'Inter: o mi compri 4 giocatori o me vado perchè sono 25 anni che faccio questo mestiere e posso farlo anche da un'altra parte".

"Credo che Benitez si sia messo fuori da solo ed è francamente sorprendente – sottolinea Sconcerti – E' come se l'avesse fatto apposta: ha chiesto rispetto direttamente dal presidente. Vuole lasciare da vincitore".

E chi può dargli torto? Anche Mourinho lo fece il 22 maggio 2010.

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