Inter, Lucio: Moratti un signore, Hoeness un pazzo

Lucio ritroverà sul proprio cammino calcistico ancora il suo passato, nella figura e nella forma del Bayern di Monaco, la squadra che l'ha fatto crescere e conoscere in Europa.
Contro i bavaresi, ha già esultato in una notte magica, quella del 22 maggio a Madrid, finale di Champions Leauge, ma è pronto a farlo ancora nella doppia sfida degli ottavi di finale che metterà di fronte l'Inter e il Bayern. Non ci sarà vendetta, ma qualche sassolino dalle scarpette da togliere per il brasiliano c'è. Come con il presidente dei bavaresi Hoeness, con cui ha avuto più di una frizione.
"Houness vuole sempre vincere e naturalmente il Presidente ha il diritto di arrabbiarsi se questo non succede, ma deve anche fare attenzione perché poi i giocatori ci rimangono male – racconta Lucio alla Bild – Fu la stagione in cui non ci qualificammo per la Champions League (ndr 2006-2007). Il giorno dopo una partita venne negli spogliatoi, ci chiese di metterci in cerchio e davanti a tutto il gruppo fui costretto a subire le sue critiche. A volte perde completamente i nervi. Con Rummenigge per esempio era completamente diverso".
Poi, il paragone con il presidente Moratti: "E' una persona molto equilibrata e con un gran cuore. E’ da tanti anni all’Inter e nessun giocatore ha mai parlato male di lui. Il Club per lui rappresenta tutto e lui con i giocatori non è mai aggressivo. Anche Hoeness è molto passionale ma manca di equilibrio. Moratti è rilassato, invece Hoeness no e troppo volte dice cose fuori luogo ferendo i giocatori. Si lamenta ed offende i giocatori troppo spesso in pubblico oppure direttamente negli spogliatoi".