La vittoria (la prima del 2019) è finalmente arrivata e anche l'Inter ha potuto stappare lo champagne per festeggiare i tre punti. L'1-0 di Parma ha scacciato per altri sette giorni ombre e critiche, consegnando ai tifosi una squadra evidentemente convalescente ma che ha smosso una classifica che stava diventando difficile. Ancora per una settimana, il terzo posto non si tocca e resta a tinte nerazzurre. Merito di Lautaro Martinez, non certo di Mauro Icardi ancora una volta a secco e in piena involuzione.

Luciano Spalletti lo aveva detto in settimana: "Quando la squadra non gira non c'è bomber che tenga: chiunque entra in difficoltà. Anche uno come Icardi". La squadra per l'ennesima volta ha faticato a carburare, ha giocato bene solamente una volta in vantaggio e con due punte di ruolo in campo, per i 20 minuti finali. Facile, ma quando c'era da costruire e inventare tutti si sono tirati indietro.

Il record negativo: mai così male in A

Anche il capitano argentino ha vissuto l'ennesima partita da comprimario. Con uno schieramento che vedeva a supporto Perisic, Joao Mario e Nainggolan, con il solo croato votato a spingere, Icardi non si è visto quasi mai. Un paio di tocchi, qualche palla recuperata, ma di tiri nemmeno l'ombra in mezz'ora di gioco. E al 90′ l'ennesimo dato fallimentare: nessun gol, un digiuno che si allunga malgrado i complessivi 16 tocchi verso le porte avversarie da Udine (ultimo gol segnato) ad oggi.

L'ultima rete su azione, a Roma

La sua ultima rete risale alla sfida all'Udinese, su rigore. Ma su azione va ancora peggio: bisogna risalire ad inizio di dicembre 2018, quando riuscì a segnare alla Roma all'Olimpico. Poi, il buio. E a Parma ci sono stati anche dei fischi al momento del cambio finale quando Spalletti in pieno recupero lo ha tolto dal campo per inserire Cedric. Adesso torna l'Europa League, laddove Icardi dovrà dimostrare di poter cambiare queste statistiche negative.