Ci si aspettava una squalifica per cori di discriminazione territoriale, ed è arrivata una multa  “per l'utilizzo di un fascio di luce-laser in direzione del portiere della squadra avversaria”. È andata bene all'Inter, che ha evitato la chiusura della Curva Nord dopo gli slogan anti-napoli intonati da alcuni sostenitori nel corso della partita contro il Chievo. Il Giudice sportivo ha "graziato" i nerazzurri in quanto “la relazione non è pervenuta nei termini previsti dall’art.35, 2.1 CGS”.

Secondo questo articolo “i procedimenti relativi al comportamento dei sostenitori delle squadre si svolgono sulla base del rapporto degli ufficiali di gara, degli eventuali supplementi e delle relazioni della Procura federale e dei commissari di campo eventualmente designati dalle rispettive Leghe, Comitati o Divisioni che devono essere trasmessi al Giudice sportivo entro le ore 14:00 del giorno feriale successivo alla gara”.

Cosa è successo durante Inter-Chievo

In principio fu il laser. L'ormai famoso puntatore verde è costato già ad inizio gara un richiamo alla curva nerazzurra da parte dello speaker dello stadio, oltre poi a una multa da 10mila euro inflitta dal Giudice sportivo. Ma è quello che è successo a pochi minuti dalla fine della gara ad aver destato preoccupazione in casa Inter: alcuni tifosi hanno intonato cori di discriminazione territoriale contro Napoli e i napoletani. Cori che sono stati sentiti dall'arbitro in campo, Valeri, che ha minacciato la sospensione della gara e fatto circolare l'annuncio in tutto lo stadio del rischio di interruzione della stessa. Ma il Giudice ha ritenuto di non infliggere nessuna squalifica nei confronti della società nerazzurra.

La recidiva per il caso Kessie

Ci si aspettava una squalifica anche per via della recidiva dei tifosi nerazzurri. Durante il derby dello scorso marzo si sentirono cori discriminatori all'indirizzo del milanista Kessie, e l'Inter si vide infliggere la sanzione della chiusura del settore Nord per una giornata, ma la pena fu sospesa con la condizionale: nel caso si fossero ripetuti episodi simili, il provvedimento sarebbe stato eseguito. A quanto pare però il Giudice sportivo non ha ritenuto equiparabili i due episodi.