75% di possesso in totale,  20 tiri contro i soli 4 degli avversari, oltre 300 passaggi completati. Risultato? 1-0 per gli avversari. Così si può e si deve riassumere la partita dell'Inter a San Siro contro il Parma. E' bastato un acuto dell'ultimo entrato in campo, Dimarco, nei minuti finali di gara per servire la sconfitta, con critiche e fischi, ai nerazzurri di Spalletti.

Inter, abbiamo un problema

Errori imperdonabili, di tutti

Una gara a senso unico, ma che ha dimostrato tutta l'inadeguatezza attuale dell'Inter: brava a costruire, corale nel gioco, veloce anche nelle incursioni e con le idee chiare. Peccato che non basta: per vincere a calcio bisogna saper segnare e capitalizzare. Troppi errori, che sarebbero potuti passare come semplice sorte avversa in caso di successo ma che adesso pesano come incapacità.

Blocco mentale, e ora l'incubo Tottenham

C'è aria pesante attorno a Spalletti: il tecnico le ha provate tutte, cambiando pelle anche durante la partita, spostando le ali, provando soluzioni diverse in attacco, inserendo anche Icardi di rientro dal Sudamerica. Nulla: Sepe ha bloccato alcune conclusioni pericolose, il resto lo ha fatto l'Inter stessa sprecando  malamente ogni occasione costruita. Adesso, alla vigilia del ritorno in Champions League, il cielo sopra la Milano nerazzurra è cupo e si teme di essere solamente all'entrata del tunnel.

La partita

Gli errori del primo tempo

Un primo tempo da dominatori eppure senza gol. In poche parole così si può definire la prima parte della gara di San Siro iniziata tra i migliori auspici e con una voglia di far bene che si è vista in un possesso di palla costante, la presenza nella metà campo avversaria e le conclusioni che hanno spesso scaldato i guanti a Sepe. Ma non c'è mai stato nessun reale acuto.

Keita e i suoi fratelli inconcludenti

Spalletti ha avuto il  merito di partire con un assetto preciso con Perisic a sinistra e Candreva largo a destra mentre Keita correva per vie centrali e cambiare. Alternando i tre, soprattutto l'ex Lazio e l'ex Monaco, ma senza trovare la via del gol. Per il Parma, solita quantità in mediana e gli scatti brucianti di Gervinho, bravissimo come sempre a seminare il panico ma altrettanto pasticcione davanti ad Handanovic.

L'assurdo della ripresa

Spalletti cambia, l'Inter spinge

L'egemonia nerazzurra regge anche nella ripresa. Ma è sempre sterile. Il Parma si limita a subire i colpi, non cade, incassa senza alcun problema apparente mentre i nerazzurri macinano palloni e occasioni ma non sbloccano il risultato. Tanto che i quasi 60 mila di San Siro iniziano a mugugnare prospettando l'ennesimo giro a vuoto, laddove si pretendeva e si chiedeva una vittoria limpida.

Il Parma passa sui resti nerazzurri

E alla fine arriva la beffa, servita su un piatto d'argento da una squadra che non riesce a superare i propri problemi più psicologici che fisici. A una manciata di minuti dal termine su una azione  – una delle poche – del Parma in avanti gli ospiti giocano il jolly con il sempre puntuale Dimarco che riesce a trovare  – e ottimizzare – i 90 minuti di sofferenza: un tiro in porta e il gol partita che schianta l'Inter.