Nella loro storia gli inglesi fino a cinque mesi fa nel calcio, lo sport che hanno inventato centocinquant’anni fa e reinventato in mille modi, avevano vinto solo un Mondiale, quello del 1966. Quest’anno nell’arco di quattro mesi e mezzi i giovani dell’Inghilterra hanno conquistato ben due titoli Mondiali. A giugno c’è stato il successo dell’Under 20. Oggi, in India, c’è stato il trionfo dell’Under 17. Magari un giorno questi ragazzi potrebbero far lottare l’Inghilterra per il Mondiale.

5-2 alla Spagna, Inghilterra campione del mondo

A giugno la nazionale inglese in Corea del Sud batté in finale di misura il Venezuela e conquistò il titolo Under 20, in quella squadra, ribattezzata subito la ‘Class of ’97’. Oggi un paio di quei campioncini già giocano in Premier League come Kenny e Calvert-Lewin, e in rampa di lancia c’è soprattutto Solanke, che fu eletto miglior giocatore della manifestazione. In India i ‘Millenium Boys’ guidati da Steve Cooper hanno ottenuto un trionfo eccezionale. Non solo perché un trionfo Mondiale è sempre eccezionale, ma perché in semifinale gli inglesi hanno battuto in semifinale il Brasile e in finale, a Kolkata, la Spagna che dopo essersi portata sul 2-0 ha incassato cinque reti.

Brewster e Foden le stelle dell’Inghilterra

Grande trascinatore dell’Inghilterra di Cooper è stato Rhian Brewster, autore di due triplette contro Stati Uniti e Brasile e del gol che ha dato il là alla rimonta nella finale con la Spagna. Brewster lo scorso campionato ha respirato l’aria della Premier, Klopp lo portò in panchina in un Liverpool-Crystal Palace. Phil Foden nato a Stockport è un pupillo di Guardiola: grande visione di gioco, controllo di palla da campione e dribbling effettuati come se bevesse un bicchiere d’acqua. In finale ha messo la sua firma.

Il trionfo della multiculturalità

Cyrille Regis, attaccante che nel 1980 giocò l’Europeo Under 21 con l’Inghilterra e che ha avuto una carriera quasi ventennale, sostiene che la formazione della nazionale Under 17 rispecchia la multiculturalità delle Academy inglesi dei giorni nostri. Perché in squadra ci sono tredici giocatori provenienti da un background BAME – Black and Asian Minority Ethnic. Queste le parole di Regis: “Rispetto ai miei tempi, ora è la norma. Finalmente i calciatori di colore sono giudicati esclusivamente per come giocano: è un sogno importante di come le cose siano cambiate”.

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