Tempi duri per James Rodriguez a Madrid. Il colombiano, stella dell'ultimo Mondiale disputato in Brasile, ha perso smalto e brillantezza, deluso le attese di tifosi e società, finendo nell'occhio del ciclone assieme al resto della squadra che, sconfitta nel derby con l'Atletico, ha perso contatto dal Barcellona e (quasi) visto sfumare il titolo nella Liga. Poi c'è quella storia delle (presunte) notti brave nei locali della capitale che ha alimentato gossip e perplessità. L'ex Monaco, però, malumore a parte del pubblico blancos, ha anche qualche altro motivo per essere preoccupato ma non si tratta di ‘cose di campo' e nemmeno della fiducia tutt'altro che incondizionata di Zidane. Il calciatore sudamericano è alle prese con i guai giudiziari scaturiti da infrazioni commesse alla guida della sua auto: secondo quanto riportato dal quotidiano iberico ‘Abc', Rodriguez sarà costretto a pagare un'ammenda di 10.400 euro per non aver rispettato l'alt impostogli dagli agenti di polizia che gli avevano intimato lo stop avendone rilevato l'eccesso di velocità mentre si recava nel centro sportivo delle ‘merengues'.

Cosa aveva combinato? Viaggiava a 200 km/h, violando così il limite previsto dal codice della strada. Episodio che il giocatore provò a giustificare adducendo una scusa abbastanza banale: "Non mi ero accorto che si trattava della polizia – raccontò allora – credevo di essere inseguito da malviventi che volevano sequestrarmi". Pagata la multa i guai del colombiano sono finiti? No perché, pur avendo scontato l'infrazione con il massimo della sanzione amministrativa, sul campo di James pende ancora un altro campo d'imputazione e rischia grosso: quella guida tanto disinvolta quanto spericolata ha costituito un pericolo per la sicurezza pubblica, violazione dinanzi alla quale non c'è la stessa via d'uscita… non basta pagare perché tutto vada in archivio e la decisione ancora non è stata presa.