Gli avvisi di garanzia emessi nei confronti dei due medici, che risultano indagati dalla Procura di Firenze per l'ipotesi di omicidio colposo nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Davide Astori, accendono i riflettori sulla tragedia avvenuta il 4 marzo scorso. Il cadavere del capitano della Fiorentina venne ritrovato nella stanza (dove dormiva da solo) dell'albergo che il club aveva scelto come sede del ritiro alla vigilia della partita di campionato coi friulani. Al momento di grande dolore e forte commozione s'è aggiunta anche l'inchiesta della Procura di Firenze: tutto è iniziato dalla perizia medica che ha evidenziato quali sono state le cause del decesso e soprattutto da quale patologia fosse affetto il calciatore.

Oggi il filone d'indagine è arrivato a un punto di svolta ma, nell'attesa che i magistrati facciano piena chiarezza sulla vicenda, resta il dubbio che più tormenta l'ambiente viola, i familiari: Ci sono state responsabilità specifiche da parte dei medici che hanno rilasciato il certificato di idoneità all'attività agonistica? Davide Astori doveva essere fermato e poteva essere salvato? La sua morta ha lasciato un vuoto incolmabile nella vita degli affetti più cari. Anche per questa ragione la società viola e tutto l'ambiente hanno chiesto rispetto della privacy e di lasciare che i magistrati svolgano in assoluta serenità le indagini.

L'indagine sulla morte di Astori? Ancora non ne sappiamo molto – ha ammesso il tecnico della Fiorentina, Stefano Pioli, a margine del premio ‘Andrea Fortunato' al Coni -. Sicuramente è una sofferenza ulteriore per l'ambiente viola e in particolare per la famiglia di Davide.

Subito dopo la notizia relativa degli avvisi di garanzia recapitati ai due medici, la Fiorentina ha pubblicato una nota ufficiale nella quale ha commentato l'atto svolto della Procura di Firenze nel corso dell'indagine.

La Fiorentina ha preso atto di quanto emerso oggi su vari organi di stampa in merito alla tragedia di Davide Astori – si legge nella nota diffusa nella giornata di lunedì -. Il Club viola, da sempre vicino alla famiglia di Davide, ritiene doveroso mantenere un rigoroso silenzio nel rispetto del ricordo del nostro capitano e dei suoi cari, in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini in corso.