Davide Astori poteva (e doveva) essere fermato? La patologia cardiaca che ne ha stroncato la vita a 31 anni poteva essere rilevata? Possibile che dalle visite sull'idoneità all'attività agonistica dell'ex calciatore non sia mai emersa alcuna disfunzione tale da raccomandare maggiore cautela nell'esaminare le condizioni fisiche dell'atleta? La morte dell'ex capitano della Fiorentina poteva essere evitata? Domande alle quali l'inchiesta della Procura di Firenze sul decesso del giocatore – avvenuto il 4 marzo scorso nell'albergo di Udine dove il club viola era in ritiro alla vigilia della partita di campionato coi friulani – proverà a rispondere adesso che con la perizia commissionata dagli inquirenti si è riusciti a stabilire con certezza cosa abbia causato il malore fatale che ha mandato in tilt il cuore del difensore.

Astori, la perizia sulla patologia cardiaca

Qual era la patologia cardiaca di cui soffriva Davide Astori? E' da qui, dalla perizia effettuata e consegnata alla procura di Udine dal professore emerito Gaetano Thiene, di Anatomia patologica all'Università di Padova, e Carlo Moreschi, patologo, professore dell’Università di Udine, che gli inquirenti sono partiti per dipanare l'inchiesta sulla morte dell'ex calciatore. Dal verbale dell'autopsia è emerso che l'ex capitano della Fiorentina soffriva di una forma iniziale di cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro.

  • Cosa è, come si chiama e cosa comporta questa forma di cardiomiopatia. Conosciuta con il termine specialistico di displasia aritmogena del ventricolo destro, è una forma di cardiomiopatia devastante perché uccide progressivamente le cellule del miocardio sostituendole con cellule di grasso e fibrose. Cosa significa? Che alla lunga il muscolo cardiaco va in sofferenza per il malfuzionamento elettrico fino a collassare.

Le cause della morte di Astori, 2 indagati per omicidio colposo

Una tachiaritmia degenerata in fibrillazione venticolare, ecco cosa ha provocato la sofferenza cardiaca di cui Astori è rimasto vittima. Come sono stati svolti gli accertamenti diagnostici effettuati in un periodo di tempo che va dal 2015 al luglio del 2017? Cosa c'è scritto nei referti prodotti dopo ogni esame che il calciatore ha effettuato per verificare la propria idoneità a svolgere l'attività agonistica? Era davvero in condizione di sostenere le sollecitazioni fisiche, lo stress dello sforzo tra allenamenti e gare ufficiali? Se lo chiedono i magistrati titolari dell'indagine che ha portato nei giorni scorsi a emettere avvisi di garanzia nei confronti di 2 medici per l'ipotesi di omicidio colposo. E' questo il reato prefigurato dagli inquirenti in attesa di riscontri più approfonditi dall'esame della documentazione raccolta nel dossier sulla morte di Astori.

Chi sono i due medici coinvolti nell'inchiesta

Si tratta di professionisti che lavorano in strutture pubbliche incaricate di certificare l'idoneità sportiva. L'uno è Giorgio Galanti, direttore del centro di medicina dello sport all'ospedale Careggi di Firenze. L'altro è Francesco Stagno, direttore dell'istituto di medicina dello sport di Cagliari.

  • La certificazione medica. Davide Astori era arrivato in prestito alla Fiorentina nel 2015 e nella sua documentazione c'era già il certificato ottenuto dal centro di medicina dello sport di Cagliari. Nemmeno a Roma (dove l'ex capitano della Viola aveva giocato in prestito indossando la maglia dei giallorossi nella stagione 2014/2015), si sottopose a ulteriori accertamenti diagnostici poiché era arrivato nel mese di agosto, con la prova già effettuata a Cagliari.
  • I magistrati titolari dell'inchiesta pronti ad ascoltare gli indagati. Giovedì prossimo il dottor Galanti dovrebbe comparire davanti al procuratore Giuseppe Creazzo e il sostituto procuratore Antonino Nastasi che sono titolari dell'inchiesta e fornire la propria versione dei fatti: in particolare, dovrà chiarire perché Astori non venne sottoposto a esami ulteriori e più approfonditi considerato che nel referto del tracciato dell'ellettrocardiogramma sotto sforzo risalente a luglio 2017 era stata indicata un’extrasistolia a due morfologie.