Uomo squadra generoso, in grado di far reparto da solo e di giocare per i compagni. In estrema sintesi l'identikit di Andrea Belotti. Un identikit nel quale, però, da circa un anno e mezzo è venuto a mancare un segno particolare determinante per un attaccante: la qualità e la continuità del bomber. Dopo i 26 centri del 2016-2017 e la quotazione monstre da 100 milioni di euro, infatti, nel campionato successivo il numero 9 granata ha mancato la consacrazione definitiva anche su palcoscenici internazionali (leggi Nazionale).

Complici due fastidiosi infortuni, nel 2017-2018 ha chiuso con una stiracchiata doppia cifra e un rendimento altalenante, tendente al mediocre. Un altro giocatore rispetto a quello che tutti gli appassionati avevano imparato a conoscere. La svolta, però, sembra ormai imminente. Quest'anno Andrea ha ritrovato la salute e soprattutto uno stato di forma tale da permettergli di tornare a essere un giocatore insostituibile, anche nelle gare in cui bisticcia con la porta. La sua evoluzione segue in parallelo e "contagia" la crescita del suo Torino. Prima sono arrivate le prestazioni, poi i voti alti in pagella, quindi i gol e una certa continuità.

 

Bomber da trasferta

A undici giornate dalla fine ha già eguagliato il bottino dello scorso anno, in più con l'ultima doppietta al Frosinone è andato a segno tre volte nelle ultime due gare. Un attaccante da "esportazione", se consideriamo che sette delle sue realizzazioni sono arrivate lontano da Torino. Nel dettaglio: una a San Siro con l'Inter, due a Marassi contro la Sampdoria, una a Reggio Emilia ai danni del Sassuolo, una all'Olimpico sponda Lazio, oltre alle due di oggi a Frosinone. Napoli, Genoa e Chievo le altre "vittime" colpite però davanti ai propri tifosi.

Cecchino dagli undici metri

A testimoniare l'ottimo stato psicofisico, poi c'è un altro elemento statistico in grado di far la differenza. Belotti, infatti, quest'anno è riuscito a fare male anche dagli undici metri: quattro volte si è presentato dal dischetto e quattro volte ha trovato la rete. Un cecchino ritrovato, specie considerando i due errori pesanti dello scorso anno contro Chievo e Milan. Il resto lo fanno i numeri collezionati sino a questo momento sul piano del rendimento. Abbondantemente sopra il 6 la media, che diventa superiore al 7 in termini di fantamedia. Insomma un giocatore ritrovato che inseguendo l'Europa con il Torino, di questo passo, potrà tornare a vestire l'azzurro targato Mancini.