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Il ritorno di Giuseppe Rossi in serie A, per merito della Fiorentina e di twitter (VIDEO)

Un affare da 16 milioni di euro ma soprattutto un ritorno importantissimo per il patrimonio calcistico italiano e per il giocatore stesso. “Pepito” a soli 25 anni è ancora un giocatore su cui puntare. La Fiorentina l’ha fatto per almeno i prossimi 3 anni, in diretta Twitter….
A cura di Alessio Pediglieri
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giuseppe rossi a firenze allo stadio

Alla fine il colpo grosso l'ha portato a casa la Fiorentina dei ‘miracoli' di Vicenzo Montella. Giuseppe Rossi è stato infatti ingaggiato dai Viola nel giro di 48 ore, senza troppi tentennamenti, senza ripensamenti o rumors attorno ad una trattativa che è andata a buon fine per merito delle parti in causa: giocatore, procuratore, società. Non può essere infatti un caso che poche ore prima dell'ufficialità dell'ingaggio dell'attaccante azzurro dal Villarreal alla Fiorentina, il suo procuratore, Federico Pastorello, avesse indirettamente confermato l'accordo sul suo profilo Twitter, nuovo media di fonti inesauribili di informazioni. Anche ufficiali. E ieri il Pepito ha anche assistito alla gara dei viola con il Pescara, seduto in tribuna al Franchi accanto a Della Valle.

“ Il ritorno di Pepito in Italia? …working progress ”
Federico Pastorello
Pepito, il giocatore ‘social' –
Dopotutto siamo entrati nell'era del calciomercato "social" dove non c'è più spazio nè tempo per i classici sotterfugi o depistamenti di qualche anno fa quando davanti ad un affare da chiudere, società, procuratori e addetti al mercato davano falsi appuntamenti e piste da seguire mentre nel riserbo più assoluto si andava a definire l'accordo. Oggi – piaccia o non piaccia – tutto avviene (per forza di cose) alla luce del sole. C'è la società che esce allo scoperto in modo ufficiale per un giocatore che sta seguendo da tempo, come la Juventus su Llorente con un comunicato sul sito in cui annuncia al mondo (e all'Athletic Bilbao) di aver iniziato i contatti con il calciatore oramai libero da vincoli perla scadenza del contratto a giugno; c'è chi utilizza ‘Twitter' per raccontare i propri problemi con il club, come Wesley Sneijder che in anteprima ha ‘cinguettato' in diretta dei suoi problemi con l'Inter e delle mancate convocazioni, che l'hanno portato oggi ad essere un elemento prezioso di compravendita. E c'è chi, come il Milan e il Corinthians che chiudono l'affare Pato in modo plateale, concordando una riunione fiume di facciata per attirare a sè l'attenzione dei media, per ufficializzare il passaggio del giocatore contemporaneamente alla pubblicazione di comunicati ufficiali, fotogallery di Pato con la maglia del Timao, e indiscrezioni sul costo e percentuali dell'operazione. Oppure c'è chi, come Federico Pastorello su Twitter che precede tutti e porta Giuseppe Rossi alla Fiorentina.

Il bomber dei tre ‘mondi' – Così, ‘Pepito' è diventato il simbolo di questo nuovo modo di fare mercato, il figlio del new-trend dei trasferimenti, lui nato in America, a Teaneck ma di origini e nazionalità chiaramente italiane: prima sui social media, poi con i comunicati ufficiali. Dopotutto, Rossi è un po' un vero e proprio ‘social player'. Lui, globetrotter del pallone che ha militato in Inghilterra, Italia e Spagna, ha avuto la possibilità di calcare i terreni dei più importanti campionati d'Europa tra Premier, Liga e Serie A, vestendo le prestigiose maglie del Manchester United, del Villarreal e del Parma. A soli 26 anni, un bacino d'esperienza che gli ha permesso di entrare giovanissimo nel giro della Nazionale, prima quella dell'Under21 poi quella maggiore, entrando nelle scelte di Prandelli. E sempre facendolo in punta di piedi, venendo apprezzato non solo dai propri tifosi ma anche da quelli avversari. Ecco il vero segreto di Rossi: pensare solamente a giocare – e bene – a calcio, mettendosi a disposizione di chiunque abbia interesse ad ingaggiarlo. Non a caso, nel momento in cui il Villarreal l'anno passato è stato costretto alla retrocessione, malgrado gli incredibili infortuni patiti negli ultimi mesi, è stato sempre al centro d'interesse di svariati club pronti ad acquistarlo scommettendo su di lui.

“ A tutti i tifosi, grazie per l’appoggio nei momenti buoni e cattivi. ”
Giuseppe Rossi
Dai ‘reds' al giallo del Villarreal – Pepito (tributo non comune, datogli da un certo Enzo Bearzot, per via delle caratteristiche che richiamavano nell'ex Ct dell'Italia campione del Mondo '82, ‘Pablito' Rossi) ovunque abbia militato, ha lasciato un segno indelebile: è l'unico giocatore ad ave segnato al debutto nei tre principali campionati in cui ha militato, Liga, Premier e serie A. Nato calcisticamente nel Parma nel 2000, a soli 17 anni emigra in Inghilterra dove agli osservatori dello United puntano su di lui. Che ripaga immediatamente: debutto in League Cup il 10 novembre dello stesso anno e primo gol che arriva il 15 ottobre in Premier all'esordio contro il Sunderland. Il ragazzo cresce bene, lo United non vuole cederlo e prima lo affida al Newcastle, poi cede alle lusinghe del Parma, club in cui era cresciuto, dandolo in prestito nel 2007. Al suo debutto ufficiale nel proprio Paese, ‘Pepito' non delude le aspettative: esordio e gol ((21 gennaio, 1-0 contro il Torino). Sarà un anno particolare, eguagliando Roberto Mancini nel record di numeri di gol (9) realizzati da un esordiente under20 in serie A. Non trovando garanzie con i ‘reds', Rossi accetta la terza sfida ravvicinata nella sua giovanissima carriera: la Spagna, tra le file del ‘Sottomarino giallo' del Villarreal. Dove in appena tre stagioni diventa il punto di riferimento della squadra. La stagione 2010-2011 è quella della consacrazione definitiva: realizza 32 gol stagionali in tutte le competizioni e diventa il miglior marcatore della storia del club.

Dal top al flop: tradito dal ginocchio – Purtroppo, la buona stella che l'ha sempre seguito fin qui, lo abbandona per la prima volta il 26 ottobre 2012 quando, durante l'incontro al Bernabeu contro il Real Madrid, perso 3-0, Rossi si procura la rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Operato a giugno, resterà fermo per sei mesi. Il 13 aprile 2012, la sfortuna ce l'ha ancora con lui: rientrato da poco, in allenamento si procura una nuova lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro.  Quello già infortunato. Tutto da rifare: Pepito è costretto ad una nuova operazione che lo blocca per quattro mesi ed a una successiva nell'ottobre del 2012 che lo ferma definitivamente per altri sei mesi. In questo frangente negativo, perde anche la prima grande occasione della sua vita in maglia Azzurra. Rossi era stato chiamato per la prima volta in nazionale maggiore da Lippi per le qualificazioni Mondiali del 2010, entra stabilmente nel gruppo deli Azzurri con la Confederations Cup 2009, venendo riapprezzato da subito anche nella gestione Prandelli e del suo progetto ‘evergreen' con l'apogeo personale del 17 novembre 2010 quando veste la fascia di capitano azzurro contro la Romania. Ma l'infortunio dell'ottobre 2012 e i successivi stop non gli permettono di giocarsi da titolare gli Europei del 2012 in cui l'Italia arriverà fino alla finale contro la ‘sua' Spagna. Fino all'ultimo Prandelli proverà ad aspettare Rossi in Azzurro ma non ci sarà più modo di rivederlo in campo.

La bella novella – Il 4 gennaio 2013 però, la lieta notizia: con il Villarreal relegato in Segunda Division e un Pepito costretto ancora al pit-stop in infermeria, la Fiorentina conferma l'acquisto e le anticipazioni di mercato: Rossi tornerà in Italia in serie A con la maglia Viola. Da tempo era cercato anche da altri club come Inter e Juventus ma l'affare viene chiuso dai Della Valle senza tentennamenti e ripensamenti, bruciando la concorrenza: un'operazione attorno ai 16 milioni di cui 10 dati al Villarreal e circa 6 inseriti in una serie di bonus aggiuntivi.  A Pepito andranno 2,5 milioni di euro per un accordo triennale che dovrebbe rilanciarlo definitivamente nel firmamento del nostro campionato, dopo un apprendistato durato 8 anni con le valigie in mano. Un po' troppo per colui che è considerato da tutti un vero e proprio talento del calcio. Ma comunque, non è mai troppo tardi. Ci vediamo presto e complimenti alla Fiorentina.

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