Il ritorno di Giuseppe Rossi in serie A, per merito della Fiorentina e di twitter (VIDEO)

Alla fine il colpo grosso l'ha portato a casa la Fiorentina dei ‘miracoli' di Vicenzo Montella. Giuseppe Rossi è stato infatti ingaggiato dai Viola nel giro di 48 ore, senza troppi tentennamenti, senza ripensamenti o rumors attorno ad una trattativa che è andata a buon fine per merito delle parti in causa: giocatore, procuratore, società. Non può essere infatti un caso che poche ore prima dell'ufficialità dell'ingaggio dell'attaccante azzurro dal Villarreal alla Fiorentina, il suo procuratore, Federico Pastorello, avesse indirettamente confermato l'accordo sul suo profilo Twitter, nuovo media di fonti inesauribili di informazioni. Anche ufficiali. E ieri il Pepito ha anche assistito alla gara dei viola con il Pescara, seduto in tribuna al Franchi accanto a Della Valle.
Il bomber dei tre ‘mondi' – Così, ‘Pepito' è diventato il simbolo di questo nuovo modo di fare mercato, il figlio del new-trend dei trasferimenti, lui nato in America, a Teaneck ma di origini e nazionalità chiaramente italiane: prima sui social media, poi con i comunicati ufficiali. Dopotutto, Rossi è un po' un vero e proprio ‘social player'. Lui, globetrotter del pallone che ha militato in Inghilterra, Italia e Spagna, ha avuto la possibilità di calcare i terreni dei più importanti campionati d'Europa tra Premier, Liga e Serie A, vestendo le prestigiose maglie del Manchester United, del Villarreal e del Parma. A soli 26 anni, un bacino d'esperienza che gli ha permesso di entrare giovanissimo nel giro della Nazionale, prima quella dell'Under21 poi quella maggiore, entrando nelle scelte di Prandelli. E sempre facendolo in punta di piedi, venendo apprezzato non solo dai propri tifosi ma anche da quelli avversari. Ecco il vero segreto di Rossi: pensare solamente a giocare – e bene – a calcio, mettendosi a disposizione di chiunque abbia interesse ad ingaggiarlo. Non a caso, nel momento in cui il Villarreal l'anno passato è stato costretto alla retrocessione, malgrado gli incredibili infortuni patiti negli ultimi mesi, è stato sempre al centro d'interesse di svariati club pronti ad acquistarlo scommettendo su di lui.
Dal top al flop: tradito dal ginocchio – Purtroppo, la buona stella che l'ha sempre seguito fin qui, lo abbandona per la prima volta il 26 ottobre 2012 quando, durante l'incontro al Bernabeu contro il Real Madrid, perso 3-0, Rossi si procura la rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Operato a giugno, resterà fermo per sei mesi. Il 13 aprile 2012, la sfortuna ce l'ha ancora con lui: rientrato da poco, in allenamento si procura una nuova lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Quello già infortunato. Tutto da rifare: Pepito è costretto ad una nuova operazione che lo blocca per quattro mesi ed a una successiva nell'ottobre del 2012 che lo ferma definitivamente per altri sei mesi. In questo frangente negativo, perde anche la prima grande occasione della sua vita in maglia Azzurra. Rossi era stato chiamato per la prima volta in nazionale maggiore da Lippi per le qualificazioni Mondiali del 2010, entra stabilmente nel gruppo deli Azzurri con la Confederations Cup 2009, venendo riapprezzato da subito anche nella gestione Prandelli e del suo progetto ‘evergreen' con l'apogeo personale del 17 novembre 2010 quando veste la fascia di capitano azzurro contro la Romania. Ma l'infortunio dell'ottobre 2012 e i successivi stop non gli permettono di giocarsi da titolare gli Europei del 2012 in cui l'Italia arriverà fino alla finale contro la ‘sua' Spagna. Fino all'ultimo Prandelli proverà ad aspettare Rossi in Azzurro ma non ci sarà più modo di rivederlo in campo.
La bella novella – Il 4 gennaio 2013 però, la lieta notizia: con il Villarreal relegato in Segunda Division e un Pepito costretto ancora al pit-stop in infermeria, la Fiorentina conferma l'acquisto e le anticipazioni di mercato: Rossi tornerà in Italia in serie A con la maglia Viola. Da tempo era cercato anche da altri club come Inter e Juventus ma l'affare viene chiuso dai Della Valle senza tentennamenti e ripensamenti, bruciando la concorrenza: un'operazione attorno ai 16 milioni di cui 10 dati al Villarreal e circa 6 inseriti in una serie di bonus aggiuntivi. A Pepito andranno 2,5 milioni di euro per un accordo triennale che dovrebbe rilanciarlo definitivamente nel firmamento del nostro campionato, dopo un apprendistato durato 8 anni con le valigie in mano. Un po' troppo per colui che è considerato da tutti un vero e proprio talento del calcio. Ma comunque, non è mai troppo tardi. Ci vediamo presto e complimenti alla Fiorentina.
