Il pareggio dell’Olimpico rilancia Roma e Juventus: la parola ai protagonisti

Dopo il pareggio per 1-1 dell'Olimpico, la Juventus mantiene la vetta della classifica di Serie A e la propria imbattibilità restando l'unica squadra nei principali campionati europei a non aver subito l'onta della sconfitta. A segno è andato Chiellini, ma il risultato è arrivato anche e soprattutto per la parata di Buffon sul rigore sbagliato da Totti, in una partita ricchissima di colpi di scena, emozioni ed occasioni da gol. Il merito degli uomini di Conte è stato quello di affrontare la Roma più bella da inizio stagione, malgrado i giallorossi fossero largamente rimaneggiati da infortuni e squalifiche.
Luis Enrique, esaltato forse fuori modo a fine gara come "un tecnico dalle doti eccezionali" da parte di Watler Sabatini, ha saputo compiere un mezzo miracolo sportivo, fermando i bianconeri e ‘rischiando' di vincere la partita. De Rossi ‘stopper‘ difensivo, Taddei esterno di destra, Viviani e Greco a centrocampo da titolari, Totti prima punta.
Sono state tutte mosse del tecnico spagnolo che si sono rivelate perfette mettendo in difficoltà la Juve che ha comunque disputato l'ennesimo incontro fatto di grinta, qualità e quantità. Alla fine, tutti soddisfatti avendo ricevuto ottime sensazioni al 90′: la Roma ha fatto un passo avanti dopo le ultime cocenti sconfitte, la Juve ha mantenuto le distanze sulla prima avversaria di sempre, il Milan dopo il pareggio a Bologna dei rossoneri per 2-2.

QUI ROMA
Luis Enrique, la soddisfazione della rivincita
Ad essere sulla graticola c'era proprio lui, Luis Enrique, sul bilico del baratro alla vigilia di Roma-Juventus, gara spartiacque per il suo futuro in Serie A.
Non a caso, proprio lo stesso tecnico spagnolo, in conferenza stampa aveva palesato l'ipotesi di dimissioni, oggi lontanissime, malgrado quel rigore di Totti che ha negato la gioia completa della vittoria.
"Sono contento per quello che ho visto, abbiamo giocato bene contro la più grande squadra del campionato.
Il rigore? I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli. Mi è piaciuta la voglia dimostrata dalla squadra, sono soddisfatto di vedere undici ragazzi con la maglia della Roma giocare bene. Osvaldo? E’ normale, nessun problema. Non si può mai sapere cosa succede nel calcio, io ho la fiducia della società, dei giocatori. E’ normale che i giocatori si arrabbino, però è la squadra che deve venire per prima. Partita della svolta? Non so cosa succederà, andiamo piano piano, vedremo in futuro.
La Juventus vincerà il campionato? Se non lo vince lei chi può vincere? È la squadra più forte con cui abbiamo giocato. È uno squadrone che gestisce bene sia la fase offensiva che difensiva. Borriello non poteva entrare prima? Può essere, potevamo andare meglio, ma credo che Osvaldo abbai fatto una buona partita. C’è bisogno di tutti, tutti hanno fatto quanto necessario per cercare di portare a casa la partita.

De Rossi, un gol da jolly difensivo
Mentre si sta ancora discutendo sull'eventuale rinnovo contrattuale, Daniele De Rossi ha dato ancora una volta dimostrazione di professionalità ed amore nei confronti dei colori giallorossi.
In chiara difficoltà difensiva, Luis Enrique lo ha chiamato centrale davanti a Stekelenburg e lui non ha deluso: ottima prestazione, buona tenuta davanti all'area di rigore e il merito di aver creduto fino in fondo in occasione del vantaggio giallorosso.
E tanti complimenti a fine partita: "Grandissima partita come intensità, impegno e ordine.
Non subire la Juve non era facile. Il ruolo? Sono stato aiutato da tutta la squadra, da Heinze in particolare. In alcune circostanze mi aiutava, mi parlava tutta la partita.
Mi sono trovato bene, mi sono anche divertito sinceramente.
L’importante è che ci sia una squadra in cui tutti si impegnano e giocano insieme.
La gara? C’era consapevolezza che abbiamo fatto una buona partita contro una squadra fortissima e che oggi continua a migliorare. Ho visto molte squadre fare punti quando non meritavano. Noi col Siena non meritavamo, col Palermo nemmeno. Non ci ha mai detto bene, la sfortuna dicono tutti che non esiste invece ci ha girato contro.

Sabatini e Baldini, la società che torna a sorridere
E' anche un risultato figlio del loro lavoro, perchè Franco Baldini e Walter Sabatini hanno sempre puntato sul progetto-Roma malgrado i problemi (tanti) in questo inizio di stagione. Così, a risultato acquisito ma anche a spettacolo osservato, la soddisfazione è tanta. Baldini applaude al tecnico, simbolo di una possibile rinascita tanto attesa da inizio anno: "Abbiamo sempre cercato di vincere la gara. Orgogliosi di questa squadra. Luis Enrique è nuovo così come gran parte di questa squadra. Studia e prepara le gare prima. Quando capisce che ci sono delle contro mosse per limitare il gioco dell’avversario, le mette in scena".
Sulla stessa scia, Walter Sabatini che va oltre: "C’è comunque la volontà di fare, la volontà di costruire insieme all’allenatore qualcosa di importante. Potrebbe essere un punto di partenza questa partita. La settimana passata? L’abbiamo gestita bene, perchè abbiamo grande rapporto con il gruppo di lavoro. Siamo presenti fisicamente, non c’è bisogno di tanti discorsi con loro, siamo grandi sostenitori. I dolori iniziali servono per costruire qualcosa. Se vedete come i giocatori cercavano la vittoria, da soddisfazione".

QUI JUVENTUS
Antonio Conte e gli "imbattibili"
Il primato non dà alla testa ma fornisce stimoli fondamentali per continuare sulla strada che si è percorsa fin qui. Antonio Conte, l'"invincibile", lo sa e dopo il pareggio esterno di Roma resta più che soddisfatto dell'andamento del campionato della sua Juventus, unica imbattuta in Europa.
Lui è il simbolo di questa Juventus perchè l'ha costruita a sua immagine e somiglianza, nel bene e nel male. "Abbiamo pareggiato, abbiamo giocato sempre per attaccare e per vincere e questa è sicuramente la cosa che più mi piace. Però anche nel momento in cui si pensa a vincere, bisogna sempre farlo con la testa.
Bisogna metterci testa, cuore e gambe. E' stato un pareggio ottenuto con grande personalità, con grande carisma e con tanta voglia di vincere.
A chi mi chiede cosa penso guardando la classifica, dico che stiamo facendo delle grandi cose, che stiamo facendo delle cose straordinarie, stiamo facendo delle cose impensabili e oltre le più rosee previsioni di soli quattro mesi e mezzo fa.

Chiellini, il gol venuto da lontano
E' stato il premio giusto per chi in questa Juventus ha giocato tutte le 14 gare di campionato, trasferendosi sul campo nei ruoli richiesti dal tecnico, con la stessa qualità e continuità che ne fanno tra i difensori più completi e forti dell'intera serie A.
Giorgio Chiellini, lunedì sera ha trovato anche il primo gol stagionale da esterno sinistro, un gol pesantissimo che è valso un pareggio da primato per i bianconeri. Una soddisfazione importante, per sentirsi "importante" all'interno del progetto di Conte. Non a caso, lo stesso nazionale, su Facebook ha dato via al proprio entusiasmo: "Contento del goal,era un po' che ci andavo vicino… Nel complesso anche del risultato anche se sinceramente speravamo tutti di vincere!".
Due righe che fanno da corollario alle altre dichiarazioni a caldo si fine gara: "E' un punto molto importante perchè comunque abbiamo subito un gol presto e non è mai facile recupare una situazione di svantaggio in un campo come questo.
Secondo me è la prima volta da inizio anno che abbiamo trovato una squadra che corre quanto noi. Non so se eravamo un pochino più stanchi noi, ma bisogna anche dare merito alla Roma che ha corso tanto, si è applicata, che non ha mollato niente fino al 95′.

Buffon e la beffa ad un amico
Francesco Totti lo conosce benissimo, avendoci giocato contro per una vita e per averlo avuto compagno di Nazionale per anni. E che il ‘Pupone‘ prediliga il lato destro della porta avversaria dagli undici metri è cosa risaputa da tutti. Elementi fondamentali che hanno permesso a Buffon di fermare la corsa della Roma dal dischetto, dopo che Chiellini aveva raggiunto il pareggio di testa al gol d'inizio gara di De Rossi. Una parata che è equivalsa quasi un gol, di certo ha permesso di mantenere l'imbattibilità e il primato in classifica. Non cose di second'ordine. "Sono contento di aver parato il rigore – ha detto il portiere bianconero e della Nazionale – ma sono dispiaciuto di averlo parato a un amico come Francesco. Forse in un momento come questo aveva bisogno di segnare.
Se il rigore parato a un fuoriclasse come lui vale di più? un rigore parato in un Roma-Juve ha sempre un sapore diverso dagli altri. Poi l’ho parato a Francesco e la cosa mi inorgoglisce ancora di più, perché la stima che ho di lui come calciatore è immensa.