Stefano Pioli nuovo allenatore del Milan. È il tecnico che la dirigenza ha scelto per risollevare (in fretta) la squadra da un avvio di campionato durissimo e riportarla in alto in classifica. Via Marco Giampaolo, accordo biennale – stipendio da 1.5 milioni – con l'ex allenatore della Fiorentina e dell'Inter. Si tratta del secondo ex nerazzurro contattato nel giro di poche ore, il primo era stato Luciano Spalletti pure lui a spasso dopo l'esonero dell'estate scorsa ma a differenza dell'ex viola ancora sotto contratto per due anni. Uno scoglio, quest'ultimo, rivelatosi insormontabile considerata l'impossibilità di trovare un accordo tra le parti sì da arrivare alla rescissione e, al tempo stesso, avviare la nuova esperienza. A conti fatti, è convenuto un po' a tutti i protagonisti della vicenda lasciare che le cose seguissero il loro corso naturale senza incorrere in questioni burocratiche onerose.

Cosa chiedeva Spalletti all'Inter per svincolarsi

Luciano Spalletti è legato all'Inter ancora per due stagioni (fino al 2021). Attraverso i propri rappresentanti, per chiudere il rapporto coi nerazzurri, aveva chiesto il pagamento per intero dello stipendio relativo al campionato in corso: tradotto in soldoni, 5.4 milioni di euro bonus compresi. Pretesa rispedita al mittente dalla società che aveva rilanciato una cifra diversa e pari alla metà di quella ipotizzata: al netto delle tre mensilità già corrisposte, il club di Suning ha fatto sapere che non sarebbe andato oltre le 3 mensilità del 2019 per un ammontare complessivo di 2 milioni e 700 mila euro.

Cosa chiedeva Spalletti al Milan per firmare il contratto

L'impossibilità di arrivare a un accordo con l'Inter ha, di fatto, bloccato ogni possibile trattativa ulteriore tra Luciano Spalletti e il Milan. Il tecnico toscano aveva sì dato la propria disponibilità ma prima di arrivare a mettere nero su bianco serviva che tutte le tessere del mosaico combaciassero. A cominciare dalle richieste contrattuali messe sul tavolo: triennale fino al 2022 con stipendio di 4.5 milioni di euro netti a stagione. Una cifra troppo alta considerati gli standard attuali della società. Ecco perché la scelta di Pioli s'è rivelata la più opportuna in virtù del rapporto qualità/prezzo.