La vittoria del Napoli al San Paolo, contro il Bologna, ha confermato la lenta ma costante ascesa della squadra di Sarri che si sta scrollando da dosso giornata dopo giornata, il fantasma di Gonzalo Higuain. Per merito soprattutto di Milik, l'uomo-gol cui si è appoggiata la squadra partenopea ma anche per un evidente cambiamento di mentalità da parte del gruppo che più non si appoggia ad un singolo giocatore ma che fa del gioco corale e della possibilità di mandare a rete chiunque riesca, l'arma in più. In cinque punti, ecco la nascita del nuovo Napoli, con il marchio di fabbrica di mister Sarri, un tecnico che riesce a far dare ad ogni suo calciatore il meglio di sè.

Non è stata certamente una partita perfetta, qualche sbavatura il Napoli l'ha mostrata soprattutto in difesa dove ha peccato in Pepe Reina.  Il portiere spagnolo ha sbagliato clamorosamente in occasione del gol di Verdi a inizio di ripresa quando ha permesso al rossoblù di trovare gloria con un tiro forte e preciso ma centrale. Sul quale avrebbe dovuto fare di più. Un tallone d'Achille che ha permesso al Bologna di rientrare in partita rischiando di compromettere tutto il resto.

Hamsik, libero di creare

Nel nuovo centrocampo del Napoli c'è un giocatore in particolare che ha ripreso a dare qualità e quantità come ai vecchi tempi, dei suoi primi anni sotto il Vesuvio, capitan Hamsik. Marekiaro è stato ancora una volta decisivo contro il Bologna. Oltre alla solita gara di sostanza è stato un suo taglio a permettere a Milik di farsi trovare a tu per tu con da Costa per la rete del 2-1. Lo slovacco è stato rigenerato da Sarri: non cerca più il gol con insistenza, è libero dal ruolo che lo frenava di trequartista o centrale avanzato dietro le punte. Come mezzo sinistro sta ritrovando fiducia e serenità, due elementi che aveva perso cammin facendo.

Il lancio di Hamsik per Milik che taglia la difesa bolognese in occasione del 2–1 in Napoli–Bologna
in foto: Il lancio di Hamsik per Milik che taglia la difesa bolognese in occasione del 2–1 in Napoli–Bologna

Jorginho-Zielinski, più qualità in mezzo al campo

Il ritrovato Hamsik è il prodotto diretto di un centrocampo che Sarri ha preteso in estate di rinnovare in molte sue parti non togliendo fiducia a giocatori che già avevano contribuito all'ascesa verso la qualificazione in Champions l'anno passato. Come Jorginho, il metronomo di mediana che sta disputando partite a ottimi livelli, mostrando una continuità di rendimento che ha permesso al Napoli di avere proprietà di manovra. L'italo-brasiliano è coadiuvato da Zielinski, giocatore che Sarri conosce bene e che ha voluto in azzurro. Il polacco ha alzato il tasso tecnico ma soprattutto ha permesso al Napoli di vincere molti uno a uno in mezzo al campo, alzandone il baricentro.

Il lavoro del centrocampo azzurro nei 90 minuti di Napoli–Bologna
in foto: Il lavoro del centrocampo azzurro nei 90 minuti di Napoli–Bologna

Doppio modulo, stessi interpreti

Con una mediana che fornisce qualità e sicurezza mister Sarri ha potuto permettersi di giocare senza problemi sia con il 4-3-2-1 che con il 4-3-3 cambiando moduli in corsa in base alle esigenze. Se l'albero di Natale non è la scelta preferita dall'ex tecnico dell'Empoli, questo è uno schema che gli permette di far rendere al meglio il centrocampo a tre, creando maggior filtro con l'abbassamento dei laterali e appoggiandosi alla punta centrale. Quando questa dà garanzie, leggasi Milik, non ci sono problemi, altrimenti il modulo si trasforma quasi in modo naturale col tridente, dove le ali aiutano l'attaccante alla ricerca di spazi.

Il 4–3–2–1 che si trasforma in 4–3–3 in fase d’attacco in Napoli–Bologna
in foto: Il 4–3–2–1 che si trasforma in 4–3–3 in fase d’attacco in Napoli–Bologna

L'uomo-reparto sempre assistito

E siamo al punto Milik. Il polacco sta confermando le qualità che aveva già fatto vedere con continuità in Olanda all'Ajax. Con i Lancieri ha dato prova di percentuali altissime col gol, facendo meglio di mostri sacri in biancorosso come Zlatan Ibrahimovic. In serie A è ovviamente tutto differente ma Milik non è sembrato subirne il contraccolpo.

Segnale che anche mentalmente ha le stigmate del campione. Riesce a fare reparto da solo, segna con facilità (tre doppiette in campionato in 4 gare sono un bottino invidiabile) e soprattutto viene cercato dai compagni e fa vincere la squadra. Per riuscirci però viene sempre aiutato: alternandosi, le ali lo assistono da vicino permettendo alla squadra sempre una seconda scelta

Milik procura l’espulsione: in fase d’attacco è assistito da vicino da Insigne, Napoli–Bologna
in foto: Milik procura l’espulsione: in fase d’attacco è assistito da vicino da Insigne, Napoli–Bologna

La rinascita delle ali

E proprio col turn-over chiudiamo l'analisi tattica del Napoli, con l'allenatore che sapientemente ha saputo fin qui gestire le classiche ali, su cui la squadra spicca il volo. Insigne, Callejon e Mertens sono più concentrati a creare gioco e occasioni. Coperti da un centrocampo più compatto e di qualità, è evidente come la spinta versa l'area avversaria sia maggiore da parte di chi aiuta l'attaccante di turno ma sa che può provare l'uno a uno senza timori.

Il gioco delle ali sul primo gol: lancio di Insigne, rete di Callejon con Gabbiadini a creare spazio al centro
in foto: Il gioco delle ali sul primo gol: lancio di Insigne, rete di Callejon con Gabbiadini a creare spazio al centro

I gol di Callejon confermano la ritrovata serenità e fiducia. La qualità di gioco espressa da Mertens ne è la riprova così come la leggerezza con cui Insigne prova il tiro, la giocata ad effetto, senza il timore di sentirsi in dubbio