Il Milan pensa seriamente a Pep Guardiola, nonostante il pareggio col Malaga

Meglio tardi che mai – Non poteva scegliere serata migliore, Alexandre Pato, per tornare a gonfiare la rete. Con il successo dell'Anderlecht, nell'altra gara del girone, il pareggio di San Siro contro il Malaga è diventato, magicamente, un risultato da custodire gelosamente e da far vedere ai nipotini. Non fosse stato per il risveglio del papero e per l'ennesima battuta a vuoto della squadra di Spalletti, saremmo infatti quì a scrivere di punti persi, di qualificazione compromessa e di allenatore sull'uscio di casa. Poteva, in effetti, andar peggio al Milan di ieri sera che, non avendo ancora acquisito il "pedigree" dei tempi migliori, si è guardato bene dal tenersi molto distante dal gioco inguardabile del primo tempo di Palermo, avvicinandosi all'intensità ed efficacia vista già in campo contro il Chievo. E' mancato solo quel componente che, in questi casi, sposta i parametri di giudizio e fa passare per ottima una partita buona, e viceversa. E' mancata quella fortuna che, contro la squadra di Corini, aveva permesso ai rossoneri di uscire dal "Meazza" con un bottino rotondo. In Spagna, se ne facciano una ragione: fosse terminata con la vittoria del Malaga, avremmo potuto certamente urlare alla beffa. Raramente pericolosi, gli spagnoli si sono limitati a contenere e ripartire, contrariamente a ciò che aveva lasciato intendere Manuel Pellegrini, l'allenatore del Malaga. Come il Chievo dell'altra sera, gli spagnoli hanno badato a non scoprirsi (sempre con gran classe, sia chiaro) e a limitare eventuali danni: un piccolo passo indietro per la quinta forza della Liga, che ha comunque strappato applausi e centrato la qualificazione con due turni di anticipo.
Il giudizio di Silvio – I prossimi giorni, probabilmente, ci regaleranno le prime dichiarazioni presidenziali (e non parlo di quelle di Obama, fresco di nuova nomina), con le quali fare la "tara" all'umore del numero uno rossonero e al clima che, nelle prossime settimane, si respirerà a Milanello. I primi segnali, parlano di un presidente contento ("A Berlusconi siamo piaciuti" ha dichiarato Allegri nel dopo gara) e di nuovo presente in tribuna, dopo due mesi di assenza dallo stadio milanese.
Contatti misteriosi – L'altra partita si è giocata fuori dalla "Scala del calcio". Smentita da Galliani e confermata da fonti attendibili, l'altro match ha visto come protagonisti alcuni dirigenti rossoneri, Pere Guardiola, fratello-manager di Pep e Manuel Estiarte, assistente dell'ex tecnico blaugrana. Come già detto, si tratta di una missione impossibile che, nonostante tutto, Adriano "Tom Cruise" Galliani vuol provare a portare a termine. Semplice visita di cortesia o qualcosa di più? In attesa di conoscere nuovi retroscena, del loro viaggio milanese, la notizia dell'incontro ha spostato l'attenzione verso ciò che succederà sulla panchina rossonera nelle prossime settimane. Un tormentone che, probabilmente, ci porteremo dietro per un pò di tempo e che, in parte, sta cominciando ad annoiare anche i diretti interessati perchè, se è vero che Allegri (almeno fino ad oggi) godrebbe ancora di un pò di considerazione da parte della dirigenza, è altrettanto vero che, con gli emissari di Pep Guardiola in città, tutto potrebbe accadere. "La loro presenza non mi infastidisce", avrebbe dichiarato l'attuale tecnico rossonero evidenziando, però, un leggero fastidio per le continue voci sul suo futuro. In attesa di "news", Allegri ha già spostato l'obiettivo sul prossimo impegno casalingo: domenica prossima contro la Fiorentina, orfana di Jovetic. Una vittoria servirebbe per certificare il ritorno della sua squadra, per risalire in classifica e, soprattutto, per allontanare possibili contendenti alla sua panchina.