Il City non vince, Mancini si lamenta ma l’Inghilterra è sempre più stufa del tecnico italiano

Che Roberto Mancini non sia mai stato un allenatore simpatico lo conferma la sua storia. Anche quella interista. Indimenticabile la notte di Champions dell'11 marzo 2008 quando con la sua dichiarazione anzitempo di voler lasciare la ‘barca' nerazzurra fece cadere qualche capello di troppo anche al più accanito dei suoi sostenitori. Ma si sa, il ‘Mancio' ha abituato le platee pallonare a questo e molto altro, a volte carnefice, a volte vittima delle polemiche che ne circondano la vita professionale. In Italia, come in Ingilterra, passando per l'Europa. Come gli è accaduto ieri sera al City of Manchester, in Champions League contro i terribili ragazzini dell'Ajax a tal punto che molti tornano ad invocare l'arrivo di Guardiola al suo posto.
Purtroppo l'arbitro è stato veramente povero, lui e l'assistente. A parte i due gol regalati, abbiamo giocato una grande partita e meritavamo di vincere. Non siamo stati fortunati, in Champions mi sarei aspettato direttori di gara con maggiore qualità Un miracolo per la qualificazione? Non ci credo, stasera ci servivamo assolutamente i tre punti e non ci siamo riusciti. Abbiamo fatto degli errori nelle prime tre giornate, anche se non meritavamo di perdere soprattutto a Madrid quando vincevamo a 4 minuti dalla fine
Dichiarazioni che hanno un fondamento ben preciso: il City con 2 punti in 4 gare è praticamente fuori dal giro qualificazione e, oggi ultimo, può giocarsi solamente un posto per rientrare (come un anno fa) in Europa League. Un mezzo fallimento o, come dicono in Inghilterra, un fallimento e mezzo per un tecnico mai amato dai media anglosassoni e anglofoni e se si aggiunge l'appannato inizio di stagione del Manchester City in campionato, il cerchio quadra e i tabloid vanno a nozze con un allenatore per sua natura restio a chinare il capo o a non cavalcare – a sua volta – le polemiche.
Qualche esempio?
Gennaio 2012, stagione scorsa, culminata poi con il successo del City in Premier dopo 50 anni d'attesa. L’allenatore del Manchester City finisce al centro delle polemiche dopo aver chiesto all’arbitro, nel corso della partita contro il Wigan, l’espulsione di Maynor Figueroa. Una prassi che ha subìto feroci critiche sia dalla Federazione che dai suoi colleghi nonchè dai giocatori avversari.
Primo tra tutti Wayne Rooney che era stato a sua volta attaccato da Mancini per aver chiesto il cartellino rosso nel derby di Fa Cup: "Cos’è, Mancini voleva il cartellino rosso?" aveva scritto l’attaccante del Manchester United su Twitter.
Un ‘fastidio' così acceso da portare i bookies a puntare il dito contro il ct italiano, scommettendo già sulle sue dimissioni prima della fine della stagione che vedrà il riscatto sul campo con la conquista della Premier League.
Questa volta è il tecnico del Manchester City a criticare pubblicamente il collega, reo di lamentare con troppa frequenza la disparità economica fra il suo Arsenal ed i Citizens, elemento – a suo dire – determinante per le sorti della Premier League.
Tante squadre, così anche l'Arsenal in passato, hanno speso tanti soldi per grandi giocatori, questo è normale. È una situazione che si ripete sempre, tutti gli allenatori vogliono parlare di soli, ma è chiaro che anche noi abbiamo solo 11 giocatori sul campo, come tutti gli altri. Ogni squadra contro cui giochiamo ha ottimi giocatori, che sia l'Arsenal o il Chelsea, quindi non capisco perché Wenger debba parlare sempre e solo di soldi.
Queste le piccate parole del tecnico italiano che qualche giorno dopo si ritrova invischiato in altre critiche con i propri colleghi (un po' come era capitato tra il 2006 e il 2008 in Italia in sella all'Inter post-Calciopoli). Una polemica tanto accesa da seppelire la notizia del primo gol stagionale di Mario Balotelli a causa di una furente litigata tra Roberto Mancini e il suo collega, Paul Lambert provocata da un fallaccio di Joe Bennett, esterno sinistro del Villa, su Gareth Barry, giocatore del City. Mancini (recidivo) avrebbe infatti fatto presente al quarto uomo, Martin Atkinson, che l’intervento avrebbe meritato l’ammonizione. A quel punto è intervenuto Lambert, per dire al tecnico italiano di farsi gli affari suoi. Nel bollente dopo gara, Mancini si è scagliato contro i colleghi della Premier:
Mi sono stancato dei loro comportamenti. Non ho detto nulla a Lambert. Mi sono limitato a segnalare al quarto uomo che il fallo su Barry meritava l’ammonizione. Non ho fatto nessun gesto con le mani, ma Lambert invece si è agitato. Questi colleghi dovrebbero tacere. Quando vanno all’Old Trafford non dicono nulla. Se vedono l’altro allenatore protestare, restano muti. Non so perché con me si comportino diversamente. Forse perché sono italiano.
Durante l'esperienza inglese del Mancio non sono mancati altri episodi controversi. La sua condotta all'interno dell'area tecnica, per esempio, non è piaciuta anche a Sir Alex Ferguson, l'uomo più potente del calcio inglese, durante il derby dello scorso aprile che decideva la Premier. Il manager scozzese, davanti alle telecamere, ha accusato Mancini di mettere sotto pressione il quarto uomo. Vanno registrati, in passato, i diverbi con Mark Hughes – rimpiazzato al City proprio dal tecnico jesino – e con David Moyes, tecnico dell'Everton. I colleghi non gradiscono l'atteggiamento di Mancini ma lui non le manda mai a dire.
Che non risparmiano il tecnico italiano messo in croce pubblicamente malgrado nel dopo partita sia stato estremamente onesto: "Colpa mia, ho sbagliato io a preparare la partita. Adesso ci vuole un miracolo".
E così via ai gossip sul tecnico criticato per essere uscito a cena il giorno precedente la gara, per pensare più alla sua pettinatura che allo studio degli aversari, per essere sempre impeccabile nel vestire e non nell'allenare.
Insomma un tiro al bersaglio umano che non ha lasciato spazio ad altre interpretazioni e che ha permesso ad alcuni giocatori del City di criticare il tecnico, malgrado lo stesso Mancini – in tempi non sospetti – avesse da sempre detto che questo City "non è pronto per vincere la Champions. Ci vogliono almeno 4-5 anni ancora".
November rain: il f***k you di Super Mario – Fino a questi giorni, in cui si è riaccesa la fiamma della polemica con il solito Mario Balotelli che si è reso ‘protagonista' di una lite col Mancio.
Nella partita pareggiata a Londra con il West Ham a ridosso del match di Champions League, Mancini ha deciso per la sostituzione del talento italiano al 69′ minuto.
All'uscita dal campo, in chiaro atteggiamento polemico SuperMario e Mancini si sono quasi spintonati e da parte dell'attaccante azzurro è partito un "Fuck You" rivolto all'allenatore immediatamente ripreso dal ‘Daily Star'.
Che non ha perso occasione per ridondarlo in tutto il Regno Unito facendone un ‘manifesto' nazionale anti-Mancini.