Qual è quella peculiarità che permette alla Juventus di Massimiliano Allegri di avere una continuità di rendimento in termini di risultati impressionante? Cos’è che le permette di essere brutta e sporca ma continuare ad inanellare vittorie su vittorie tanto da essere al momento la squadra più in forma d’Europa e non conoscere sconfitta da quasi quattro mesi? Stando alle ultime apparizioni la risposta essere: solidità difensiva, cattiveria agonistica e soprattutto cinismo.

Solidità difensiva e cattiveria agonistica

Sulla solidità difensiva dei bianconeri le parole si sono ormai sprecate tanto che basta citare il fatto che nelle ultime 21 gare disputate tra Serie A, Coppa Italia e Champions League, i bianconeri hanno mantenuto ben 18 volte la propria porta inviolata, subendo soltanto quattro reti (alla fine rivelatesi tutte ininfluenti). Lo stesso vale per la cattiveria agonistica marchio di fabbrica di calciatori come Giorgio Chiellini, Andrea Barzagli, Stephan Lichtsteiner, Blaise Matuidì, Sami Khedira e Mario Mandzukic, che nei momenti di maggior sofferenza sembrano trovarsi a proprio agio tirando fuori il meglio e, addirittura, esaltandosi anteponendo però sempre il bene della squadra a quello individuale.

Il cinismo di Higuain e compagni

Ma analizzando soprattutto ciò che è successo nelle ultime sei partite che hanno visto impegnati gli uomini di Massimiliano Allegri ci si accorge come a fare la differenza tra la Juventus e gli avversari sia soprattutto il cinismo. Con Fiorentina, Torino, Atalanta, Lazio e Tottenham (sia nell’andata che nel ritorno degli ottavi di Champions League), infatti la Vecchia Signora ha conquistato cinque successi e un pareggio, nonostante non abbia mai dato l’impressione di dominare l’avversario. Anzi, addirittura producendo anche pochissimo dal punto di vista offensivo.

Lazio e Tottenham battute con quattro tiri nello specchio

Ma come detto è stato proprio il cinismo di Dybala e compagni a fare la differenza. Basti pensare in tal senso che, nelle ultime due gare all’Olimpico e a Wembley, la Juventus ha messo in cascina tre fondamentali gol tirando verso la porta avversaria soltanto in quattro occasioni: tre contro il Tottenham di Mauricio Pochettino e una sola contro la Lazio di Simone Inzaghi, peraltro nel corso del terzo minuto di recupero del secondo tempo. Nelle tre gare con Fiorentina, Torino e Atalanta invece il bottino della Juventus erano stato di quattro reti realizzate effettuando solo nove tiri in porta, tre a partita.

Un gol ogni due tiri: bianconeri senza sprechi

Unica eccezione in tal senso è rappresentata dalla gara d’andata degli ottavi di Champions contro il Tottenham giocata all’Allianz Stadium quando per realizzare i due gol (che potevano essere tre dato l’errore di Gonzalo Higuain dal dischetto) la Juventus ha dovuto calciare in porta ‘addirittura’ cinque volte. Facendo un rapido calcolo dunque i bianconeri nelle ultime 6 gare hanno effettuato 18 tiri in porta realizzando nove reti, con una media di una marcatura ogni due conclusioni nello specchio. Per far capire quanto ciò possa fare la differenza basti pensare che il Napoli di Maurizio Sarri nella partita del San Paolo persa 4-2 contro la Roma nell’ultimo turno di campionato per battere Alisson in due occasioni ha dovuto calciare nello specchio della porta giallorossa per ben 13 volte.

La differenza di % di realizzazioni in base ai tiri effettuati da Juve e Napoli in A (fonte Transfermarkt)
in foto: La differenza di % di realizzazioni in base ai tiri effettuati da Juve e Napoli in A (fonte Transfermarkt)