Il faccia a faccia tra allenatore e giocatori c'è stato e Carlo Ancelotti ha scelto la linea dura per riportare ordine (e si spera risultati) nel Napoli: ritiro della squadra da mercoledì fino alla prossima sfida di campionato all'Udinese. Una scelta chiara, voluta dall'allenatore che già nella conferenza stampa post Bologna aveva anticipato la volontà di avere un confronto diretto con Insigne e compagni per un chiarimento definitivo.

Solo il tempo (e il campo) dirà se sarà la scelta giusta e la strada da percorrere. Di certo, è un cambiamento radicale nella gestione del gruppo da parte del tecnico che qualche settimana fa davanti alla richiesta della società e del presidente De Laurentiis di portare la squadra in ritiro, aveva dichiarato espressamente un'opinione contraria. Adesso si vedrà se la nuova linea adottata sortirà effetti immediati e positivi.

I tifosi hanno deciso: #AncelottiOut

Intanto c'è chi ha già preso nette distanze da Carlo Ancelotti precorrendo il confronto odierno e senza attendere le risposte dal campo. E' gran parte del popolo azzurro sui social network dove sta spopolando da alcuni giorni un hashtag che non lascia spazio ad ulteriori commenti: #AncelottiOut. Un chiaro riferimento a come il tecnico sia stato indicato quale primo responsabile delle problematiche della squadra sia dentro che fuori dal campo.

Così male solo nel 2007 con Reja

I tifosi – che hanno sonoramente fischiato la squadra alla fine della partita contro il Bologna al San Paolo – sembrano essere arrivati ad un punto di non ritorno: solo 20 punti in 14 partite, la zona Champions dista già 8 lunghezze. Un bottino così povero il Napoli non se lo registrava dal lontano 2007, quando in panchina c'era Reja ed era il primo anno di Serie A. Adesso appaiono decisive – anche per le sorti di Ancelotti – le prossime due partite in programma tra campionato e Champions League: Udinese e Genk.