Nei giorni della kermesse canora sanremese è facile definire quella di Fredy Guarin per l'Inter come una "nostalgia canaglia". Già perché il colombiano attualmente in forza ai cinesi dello Shanghai Shenhua non ha dimenticato la sua esperienza in nerazzurro e vuole a tutti i costi tornare a vestire la maglia del club meneghino. Se il club di Suning chiamasse, il centrocampista classe 1986 tornerebbe al volo in Italia, a qualsiasi condizione, anche riducendosi e non poco lo stipendio.

Guarin vuole tornare all'Inter

Il nazionale colombiano è tornato a parlare dell'Italia e dell'Inter in un'intervista concessa a "La Gazzetta dello Sport". Guarin nel mercato invernale del 2016 ha lasciato l'Inter per trasferirsi in Cina firmando un quadriennale con tanto di stipendio da 7.5 milioni di euro a stagione. Impossibile dire di no ad un'offerta economica molto vantaggiosa per l'ex Porto che però con il passare del tempo ha accusato una "saudade" per l'Italia e per l'Inter. Ecco allora che il calciatore sarebbe pronto a tutto pur di tornare in nerazzurro.

L'appello di Guarin, pronto a ridursi lo stipendio per tornare in nerazzurro

Parole che hanno il sapore di un vero e proprio appello da parte di Guarin alla dirigenza dell'Inter: "Tornerei subito, è il mio più grande desiderio. I soldi non mi interessano, accetterei di guadagnare molto meno. Ne parlammo già l'estate scorsa: c'era De Boer e parecchia confusione, ma volevo tornare a tutti i costi. Purtroppo la situazione economica di quel momento lo impedì. L'Inter è la mia famiglia, riportatemi a casa. I soldi non sono un problema, pur di tornare accetterei anche un quinto dello stipendio attuale. Mi mancano l'Italia e l'Inter, ma non mi pento della scelta: sta andando bene qui in Cina. Futuro? Difficile dirlo. Abbiamo rinnovato l'anno scorso, ora sono allo Shanghai".

L'Inter ha bisogno di centrocampisti con altre caratteristiche rispetto a Guarin

Parole che fanno bene ad un calcio romantico, ma che devono poi scontrarsi con la realtà dei fatti. Al momento l'Inter non sembra intenzionata a riportare alla sua corte Guarin. Il colombiano non rientrerebbe nei piani di Spalletti che gradirebbe più un calciatore con altre caratteristiche, magari un trequartista più tecnico e mobile capace di muoversi tra le linee. Meno fisicità dunque e più tecnica nelle prossime mosse di mercato dei nerazzurri che non hanno dimenticato il rendimento altalenante di Guarin, e le difficoltà di disciplina tattica che ne hanno comportato la cessione.

Guarin, i retroscena di mercato e il feeling con i tifosi

Anche il feeling con i tifosi dell'Inter era tutt'altro che idilliaco per Guarin, soprattutto dopo lo scambio saltato in extremis con Vucinic della Juve. Ecco come il colombiano è tornato su quell'episodio di mercato e non solo: "Volevo restare, fu Mazzarri a spingere per arrivare a Vucinic. La Juve mi voleva già quando arrivai in Italia, ma avevo fatto la mia scelta. Durante quel gennaio mi consideravano un traditore: ma se l’allenatore ti dice chiaramente di andare via, inevitabile fare valutazioni differenti. Moratti fu un padre per me, fu decisivo per la mia permanenza insieme a Zanetti e Cordoba. Napoli? Mi cercarono nell’estate 2014, ma fa parte del passato".

La cessione di Guarin necessaria per le casse dell'Inter

In conclusione una battuta sui reali motivi del suo addio, necessario anche per le casse della società milanese: "Thohir mi fece sentire importante, mi propose subito il rinnovo dopo che saltò la trattativa con la Juve. La società mi disse chiaro: ‘Tu e Icardi siete gli unici con un valore economico importante, abbiamo bisogno di denaro'. Nessuno mi obbligò, ovvio, ma la mia cessione fu importante per le casse. Fu l'unico aspetto positivo della mia partenza. I risultato sono adesso deludenti, l'Inter meriterebbe altri traguardi. Ma Suning è una certezza".