A sentire Pep Guardiola definirsi un ‘teenager' da Champions League fa sorridere. Tutti sanno che il tecnico catalano oggi in forza al Manchester City sia tutto tranne che un ‘novellino' delle coppe. Eppure, nella conferenza stampa alla vigilia del return match contro lo Schalke04 a Manchester, il pensiero dell'allenatore non fa una piega. In Europa, è in Champions League, più che la forza di una squadra valgono altri valori quali l'esperienza, la mentalità, l'abitudine di giocare ad alti livelli per anni.

E' per questo che quando Pep Guardiola presenta la sfida ai tedeschi, già battuti a suon di gol all'andata (3-2) prende ad esempio l'avversario più odiato del City, lo United. Perché l'impresa dei diavoli di Solskjaer al Parco dei Principi deve essere un esempio al di là dei colori e delle maglie, perché incarna ciò che Guardiola vuole dai suoi giocatori: uno spirito mai domo, un approccio maturo.

Le squadre rimaste sono dello stesso livello del Real, mentre noi siamo dei teenagers della competizione. Noi dobbiamo sognare e puntare al massimo ma allo stesso tempo accettare il fatto che altre squadre pensano lo stesso

Un ‘teenager' da record

Pep Guardiola è un comunicatore della prima ora, ovunque ha saputo portare a sè ambiente, tifosi, opinione pubblica. A Barcellona, nell'epopea azulgrana in Liga e in Europa, a Monaco, con il Bayern, a Manchester, alla guida del City. Ha sempre vinto e molto soprattutto a livello internazionale: 3 Champions, 2 Supercoppe Uefa, 3 Campionati del Mondo per Club. Altro che teenager.

Alla ricerca della gara perfetta

Il risultato è dalla parte del City: a Gelsenkirchen la partita è stata spettacolare ed è finita con il successo del Manchester, 3-2, con il quale si affronterà il return match con maggior serenità ma sempre con l'asticella dell'attenzione al massimo: "Il risultato è dalla nostra, di certo è migliore rispetto all'anno scorso contro il Liverpool. Ma dobbiamo ancora fare il nostro lavoro. In questa competizione può succedere di tutto, quindi chiederò ai miei di fare la gara perfetta"