L’Italia batte per 3-0 la Grecia e si porta a punteggio pieno nel gruppo J di qualificazione ai prossimi campionati europei del 2020. E lo fa mostrando gioco, convinzione, padronanza dei propri mezzi e tutte quelle buone premesse già intraviste a marzo contro Finlandia e Lichtenstein. Certo, la Grecia si è rivelata poca cosa e si è sbriciolata nel giro dieci minuti nella prima porzione di gara ma la prestazione di squadra e dei singoli, fanno ben sperare. In vista della rinascita del nostro movimento e della nazionale maggiore ma anche per il pass per Euro 2020. Stasera però, al netto di una altissima qualità corale, nel palleggio, nei compiti tattici, quanto a impegno, voglia e determinazione, bene Belotti, in versione assistman, Insigne, che si prende la sua rivincita su un finale di stagione anonimo, Barella, abile ed efficace in entrambe le fasi, Bonucci, goleador aggiunto, ma anche Emerson Palmieri sulla corsia mancina. Qui, al termine del successo azzurro, duelli individuali e di reparto fra Grecia e Italia.

Barella segna, aggredisce e aggiunge qualità. Belotti fa l’assist-man contro un Manolas in difficoltà

Inizia col freno a mano tirato. Il caldo, le voci di mercato o chissà cos’altro lo distolgono dai compiti della vigilia. E infatti dopo dieci minuti di gioco Mancini lo rimprovera e lo sprona a fare molto di più: Barella s’infila l’elmetto e comincia a battagliare sulla mediana. E Samaris ma anche Kourbelis e Kolovos se ne accorgono soffrendolo. Il talento cagliaritano mette insieme un pressing asfissiante, si propone con continuità, gioca a due tocchi, si sovrappone lungo l’asse con Chiesa e, in sostanza, s’accende.

Per non smettere più. E il gol, che apre la festa degli azzurri ad Atene, è il giusto premio per il #18 italiano capace, dopo le difficoltà iniziali, di scrollarsi la ruggine accumulata dall’ultima partita ufficiale e di dialogare con i compagni. Con Belotti nel caso di specie, a parti invertite, poderoso assist-man per il sardo: il torinista punta Manolas, lo salta in velocità con estrema agilità per poi mettere al centro un pallone davvero succoso che, appunto, Barella spinge in rete.

Insigne a giro dà ragione al Mancio, Zeca soffre il napoletano. Bonucci fa festa

Se resti intimamente allenatore, al di là dei ruoli ufficiali da commissario tecnico, le scelte vengono più facili. E l’intuizione vincente, oggi, porta il nome di Insigne che, pur chiudendo male la sua personale stagione, si dimostra in forma o, almeno, abbondantemente all’altezza della situazione. Il Mancio lo sa e lo butta nella mischia. Il campano se la sente e risponde come meglio può: con un tiro a giro al 30’, dopo aver saltato Samaris, di straordinaria fattura. Una rete importante che chiude il discorso allo stadio ‘Spiros Louis’ ma che pure evidenzia l’inconsistenza degli avversari. Disposti male in campo, con maglie larghissime in difesa e con più di un calciatore fuori ruolo: Fortounis di punta, Siovas centrocampista centrale e Zeca terzino destro. Posizioni rivedute e corrette, poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, ad inizio ripresa.

E proprio quest’ultimo, Zeca, è in costante apprensione, complice anche la buona e costante spinta di Emerson Palmieri, contro lo scugnizzo napoletano che, sulle incertezze del calciatore del Copenaghen, banchetta e costruisce i suoi successi. Mentre Bonucci, al 33’, non fa altro che partecipare al party greco penetrando con irrisoria sicurezza fra il duo, insufficiente stasera, SokratisManolas su perfetto cross di Palmieri.

Emerson Palmieri versione freccia: nemmeno Mavrias risolve il problema

Degna di nota la prestazione di Emerson Palmieri che, pressoché svincolato da compiti difensivi, complice una Grecia assolutamente molle in fase attiva, si propone senza soluzione di continuità in attacco. Disegnando i contorni di una partita di livello, l’ennesima di questa sua importante annata, chiusa col successo a Baku in Europa League col Chelsea, e di un’intesa molto interessante con Verratti e soprattutto con Insigne che ne premia sempre le ottime sovrapposizioni. Zeca nel primo tempo, Mavrias nel secondo, non riescono a prendergli le adeguate contromisure.

Verratti e Jorginho? Palla in banca

L’esperimento ormai è una certezza, l’empirismo vince su tutto e sui pregiudizi che li vedevano simili e quindi alternativi. Jorginho e Verratti, al netto di una scarsa fisicità, non solo possono, ma devono assolutamente giocare insieme. Anche stasera, difatti, dimostrano le loro abilità evidenziando qualità in palleggio davvero straordinarie (227 passaggi in due). Costruiscono, anzi, ricamano calcio, si mettono sempre in visione, si fanno dare palla, la mantengono, la fanno girare con maestria ed eleganza garantendo equilibrio, visione e ampiezza al gioco azzurro. Dando l’impressione, per quasi tutta la gara, di parlare una lingua differente e divertirsi col tiki-taka e l’armonia della loro cifra tecnica.

Tabellino e voti

Grecia (4-4-2) #13 Barkas 5.5; #8 Zeca 5, #19 Sokratis 5.5, #4 Manolas 5, #3 Stafylidis 6-; #22 Samaris 5 (dal 46’ Bakasetas ), #5 Siovas 5.5, #21 Kourbelis 5.5 (dal 46’ Siopis 6), #16 Masouras 5.5; #17 Kolovos 5.5 (Dal 46’ Mavrias 6-), #10 Fortounis 6. A disposizione: #1 Vlachodimos, #12 Paschalakis; #23 Koutris, #15 Valerianos, #2 Kotsiras; #7 Siopis, #11 Pelkas, #20 Mantalos, #18 Mavrias; #14 Bakasetas, #9 Koulouris, #6 Durmishaj. Commissario tecnico Angelos Anastasiadis 5

Italia (4-3-3) #1 Sirigu 6; #16 Florenzi 6, #19 Bonucci 7, #3 Chiellini 6.5, #4 Emerson Palmieri 7.5 (Dal 67’ De Sciglio 6+); #8 Jorginho 6.5, #6 Verratti 7 (Dall'81' Pellegrini s.v.), #18 Barella 7; #10 Insigne 7, #9 Belotti 6.5 (Dal 84′ Bernardeschi s.v.), #14 Chiesa 6.5. A disposizione: #12 Cragno, #22 Gollini; #5 Mancini, #2 De Sciglio, #13 Romagnoli; #23 Cristante, #7 Pellegrini, #15 Sensi; #20 Bernardeschi, #11 Kean, #17 Pavoletti, #21 Quagliarella. Commissario tecnico Roberto Mancini 7