Copione a braccio. Gag perfetta. Interpretazione libera. Álvaro González (lo stesso protagonista dell'insulto a Neymar) e Lionel Messi nel 2016 furono i protagonisti del siparietto che andò in scena sul rettangolo verde, durante la gara di Coppa del Re tra Barcellona ed Espanyol. Ecco cosa è accaduto allora.

I catalani hanno la qualificazione in tasca, per una sera il campione argentino può anche permettersi il lusso di cedere le luci dei riflettori a Munir el Haddadi: gli lascia campo e assist perché marchi la rete del vantaggio e poi replichi col raddoppio. Passerella a Zurigo, quinto Pallone d'Oro messo in bacheca, Cristiano Ronaldo che finisce nel cono d'ombra (pure questo può essere motivo di soddisfazione), trionfo blaugrana che si completa con il premio conferito a Luis Enrique quale migliore allenatore del 2015. Applausi a scena aperta, standing ovation, frasi di rito, strette di mano e pacche sulle spalle… tutto molto bello ma in campo è un'altra cosa.

In campo capita che quelli dell'Espanyol riservino un'accoglienza molto calda agli avversari: dallo striscione dedicato con pungente ironia a Piqué ("Shakira è di tutti") fino allo sfotto'/provocazione che il difensore Gonzalez rivolge alla Pulce. E' Radio Catalunya a spiegare mimica e labiale dello scambio di battute tra i due che vengono immortalati dalle telecamere. Difficile che la stella della Seleccion non le abbia puntate addosso. Impossibile che un episodio del genere passi sotto traccia. Cosa è successo? Il difensore s'arrangia come può, sa che per fermare quel fenomeno della natura altro non può che usare trucchetti e maniere forti. La differenza tecnica è abissale e ricorre al solito escamotage per provare a innervosire Messi: "Eres muy bajito", "Sei molto basso" gli mormora indicando con la mano la sua statura. La replica dell'argentino è immediata, non si scompone e risponde: "y tu muy malo", "e tu molto scarso". Come finisce? Con una risata da parte di entrambi e Gonzalez che nel dopo partita ammette con leggerezza: "Se Messi dice certe cose non posso che stare zitto".