Ex col cuore a metà. Vidal: “Triste per la Juve”. Coman: “Al Bayern per crescere”

La dura legge del gol e dell'ex condanna la Juventus. Era successo nella fase a gironi, quando la rete di Llorente sbarrò il passo ai bianconeri, relegandoli al secondo posto e rendendoli, di fatto, ‘vittime sacrificale' del sorteggio col Bayern Monaco. E' successo anche nel doppio confronto tra Torino e la Baviera quando Allegri s'è trovato di fronte Vidal e Coman, entrambi protagonisti nel 4-2 che ha rispedito a casa la ‘vecchia signora'. Il cileno è stato ceduto a titolo definitivo, il francese è andato via in prestito biennale (5 milioni già versati, 2 arriveranno nella prossima estate, altri 21 per il diritto di riscatto) e rappresenta il rammarico più grande della passata campagna trasferimenti. Anzi, a giudicare dalle sue parole, in Germania ha trovato quella fiducia che sotto la Mole gli era mancata, comprese continuità di gioco e rendimento. Fosse per Kingsley resterebbe in Baviera a lungo e non solo per la durata dell'accordo tra le società: "La mia crescita? Gioco in un paese che ha una mentalità diversa, per questo sono venuto qui". Cuore ingrato? No, semplicemente ha scelto di andare laddove sapeva d'avere maggiori possibilità per la propria carriera.
Il ‘todocampista' sudamericano che era un punto fermo della Juventus di Conte spende parole buone e di consolazione per i bianconeri. "Sono un po' triste per la Juventus – ha ammesso Vidal a Sky Sport – perché ho ancora tanti amici a Torino. Io porto tutti nel cuore, verso la società provo sempre amore. Lì ho trascorso quattro anni indimenticabili". Quanto alla partita, così commenta la prestazione degli ex compagni: "La Juventus ha giocato un primo tempo incredibile, poi nella ripresa è calata. Noi siamo stati bravi a non perdere la testa e soprattutto a essere convinti che avremmo potuto vincere il match".
Neuer, stoccata alla Juventus. Il portiere campione del mondo con la Germania ha puntato i riflettori solo sui meriti/demeriti del Bayern: "Su entrambi i goal subiti abbiamo sbagliato noi, sul primo volevo evitare di colpire Alaba o Morata – ha ammesso alla Gazzetta -. Alla fine, però, il nostro modo di giocare porta sempre i suoi frutti".
