Giuseppe Giannini e l’addio di Luis Enrique: parola al Principe giallorosso

Il Re, ha abdicato. Luigi Enrico, da Barcellona, è pronto a lasciare una città che, in fondo, non lo ha mai amato veramente. La notizia, inutile dirlo, ha scosso l'ambiente nella Capitale, anche se erano in molti ad aspettarsi una decisione simile. Luis Enrique, lascia la panchina giallorossa, e lo fa a testa alta. Nonostante una stagione fatta di molti bassi e pochissimi alti, l'asturiano chiude la sua avventura con orgoglio e con coerenza. Per la serie: il giorno che capirò di non essere più amato, mi farò da parte. Detto, fatto! La Roma e Luis Enrique, si diranno addio in un caldo pomeriggio romagnolo. Chiusa una porta, si aprirà un portone? Prova a dare una risposta, una vecchia bandiera giallorossa: Giuseppe Giannini.
AP: Salve Giannini, l'ambiente giallorosso è "sottosopra" per l'addio di Luis Enrique. Ti aspettavi le dimissioni del tecnico spagnolo?
GG: In effetti, un po' me le aspettavo.
AP: Da allenatore, hai avuto un occhio particolarmente critico nei suoi confronti. In molte interviste, per esempio, ti sei dichiarato scettico sui metodi di allenamento del tecnico spagnolo. Come mai non ti colpivano più di tanto?
GG: In realtà, non mi sono mai riferito ai suoi metodi di allenamento. Il suo modo di allenare ed i suoi metodi, non sono in grado di giudicarli. Non l'ho seguito da vicino e non posso dare giudizi. Ciò che non mi è piaciuto è stato, invece, il suo rapporto con alcuni giocatori e la loro gestione. Mi riferisco a Francesco Totti, De Rossi e ad altri giocatori prima messi da parte e poi utilizzati nuovamente. Questi metodi possono andar bene con giocatori giovani, con poca esperienza, ma quando ti trovi davanti a "nomi" di questa importanza devi tenerne conto e trattarli diversamente.

AP: La stagione della Roma è stata senz'altro fallimentare. La tifoseria è spaccata e non sa a chi dare le colpe principali di questo campionato. Tu cosa ne pensi?
GG: Le colpe sono di tutti: società, allenatore e squadra. Dovessimo dare delle percentuali le assegnerei in maniera eguale a tutte e tre le componenti. Non credo che Luis Enrique sia l'unico responsabile. Quando le cose non vanno bene, ognuno deve farsi un esame di coscienza e prendersi le proprie colpe.
AP: Al posto di Luis Enrique, dovrebbe arrivare Vincenzo Montella. Da vecchio cuore giallorosso, cosa daresti per essere al suo posto e per allenare la "tua" Roma?
GG: A chi non piacerebbe allenare una grande squadra come la Roma o altre squadre di Serie A. Penso sia l'obiettivo di ogni allenatore. Per quanto riguarda Montella, non so se sarà lui a prendere il posto dello spagnolo. Dovesse essere Vincenzo, spero da tifoso che possa fare meglio di Luis Enrique.

AP: Insieme a Montella, in lizza per la panchina, ci sarebbe anche Prandelli. Tu saresti per una scelta giovane e "nuova" come quella dell'attuale tecnico del Catania o per una scelta più "esperta", come potrebbe essere quella di Cesare Prandelli?
GG: E' difficile per me rispondere. Penso che in società ci siano delle persone competenti, in grado di fare la scelta migliore per il bene della squadra. Non saprei dirti quale sarebbe la soluzione migliore.
AP: Ieri, in conferenza stampa, Franco Baldini ha dichiarato che questo non è da considerarsi un progetto fallito. Sei anche tu di questo avviso?
GG: La parola "progetto", nel calcio, non mi ha mai convinto. Preferisco parlare di idee: di calcio, di squadra, di gestione. Credo che utilizzare il termine "idea", sia più adatto all'ambiente sportivo, soprattutto nel calcio. Non so quale fosse l'idea iniziale della società giallorossa e dello staff di Luis Enrique. Non si è mai capito quale fosse l'obiettivo primario e, quindi, diventa difficile per me dare una valutazione.

AP: Oggi Zdenek Zeman compie gli anni. L'allenatore boemo è sempre in "prima pagina" per le sue dichiarazioni e soprattutto per il campionato che sta facendo a Pescara. Come lo vedresti in Serie A con gli abruzzesi?
GG: Lo vedrei bene perché è un grande allenatore. Ha il merito di dare un gioco ed un'impronta ben precisa alle squadre che allena. Ho molta stima di Zeman e gli faccio tanti auguri!