Moise Kean ha definito la sua esultanza a braccia aperte il "modo migliore per rispondere" agli insulti razzisti. Blaise Matuidi è stato il primo a schierarsi al suo fianco anche in campo, quando s'è accorto che il compagno di squadra era bersagliato da quegli stessi epiteti, dagli stessi ululati che sono toccati anche a lui. Mino Raiola, agente sia dell'uno sia dell'altro, ha espresso solidarietà e preso posizione nei confronti dei suoi assistiti. Differente la posizione di Leonardo Bonucci: per il difensore della Juventus, il giovane compagno di squadra avrebbe fatto meglio a evitare quel gesto.

"Hanno sbagliato i tifosi del Cagliari e ha sbagliato anche lui, per me le colpe sono al 50%", ha ammesso nelle interviste del dopo gara alimentando così il dibattito intorno a quella mimica che secondo alcuni è stata una provocazione. Giorgio Chiellini, capitano dei bianconeri, la pensa in maniera diversa. Per lui Kean non ha alcuna responsabilità, né deve scusarsi: non ha fatto niente di male, come ribadito ai microfoni del canale tematico della Juventus.

L'unica cosa che ci tengo a dire è che Moise va considerato come un patrimonio del calcio italiano – ha ammesso Chiellini -. Kean è un ragazzo d'oro che sta facendo tutto il meglio per emergere e affermarsi. E non ritengo giusto che venga fatto passare per quello che non è… Ha 18 anni, è ancora giovane ci sono molte cose che deve imparare, ma è una figura molto positiva e non si meritava gli insulti ricevuti. Ho rivisto anche le immagini, perché dal campo non ha sempre l'esatta dimensione di cosa accade, e posso dire che non ha fatto niente di strano o di male. In cosa ha sbagliato? L'unica cosa che ha fatto di sbagliato nella partita contro il Cagliari è stata la simulazione, quello sicuramente non lo rifarà.