C'è un attaccante che viene dalla Polonia e sta facendo parlare molto di sé in questo inizio di stagione calcistica italiana: Krzysztof Piątek del Genoa ha realizzato 13 reti in 7 partite (6 in Serie A e una in Coppa Italia) e non si pone nessun limite. Alcuni pensano che possa avvicinare il record di goal nelle prime undici gare di campionato di Gabriel Omar Batistuta nella stagione 1994/1995 mentre altri pensano possa essere un degno erede del connazionale Robert Lewandowski. Il polacco è stata una vera e propria sorpresa per chi non aveva mai visionato nulla sul suo conto ma il club del Grifone ha un discreto occhio e spesso è riuscito a portare a casa il "numero 9" che riesce a sparigliare le carte in tavola. Nell'era di Enrico Preziosi sono stati tanti gli affari che hanno fatto portato in dote goal e denari nelle casse rossoblù anche dopo pochissimi mesi: si tratta di uno scouting fatto con grande criterio e coscienza perché la maggior parte dei casi riesce a portare in Liguria calciatori che riescono a dare qualcosa in più alla rosa per il salto di qualità.

Nel luglio 2003 l'imprenditore nato ad Avellino ha acquistato il Genoa, appena retrocesso in Serie C1, puntando ad una ricostruzione che portasse ad un rilancio a brevissimo termine ma venne ripescata in Serie B subito per uno stravolgimento giudiziario innescato dal Catania. Quell'anno sotto la Lanterna arrivò Diego Alberto Milito, un attaccante argentino sconosciuto ai più che portò i rossoblù in A ma l'illecito intorno alla gara con il Venezia e alla famosa "valigetta". Quell'anno El Principe segnò 21 reti ma fu ancora più decisivo nella stagione 2008/2009, quando tirò per 24 volte le reti avversarie.

Un altro attaccante che si è messo in mostra per due stagioni distinti e relativamente lontane è Marco Borriello: la punta napoletana ha vestito la maglia del Genoa nel 2007/2008, quando ha realizzato 19 reti in campionato; e nel 2012/2013, quando ne mise a segno 12.

Dopo Milito e Borriello, che sono partiti e tornati sotto la Lanterna per motivi molto diversi, possiamo ricordare altri cinque attaccanti che hanno segnato l'era Preziosi: Rodrigo Palacio (19 reti nel 2011/2012), Alberto Gilardino (15 nel 2013/2014) Leonardo Pavoletti (14 reti nel 2015/2016) e Giovanni Simeone (10 reti nel 2016/2017). In questa speciale classifica potrebbe essere incluso anche Iago Falque, nonostante non sia propriamente un "9", che nell'annata 2014/2015 realizzò 13 reti e attirò l'attenzione di tanti big italiane ed europee.

I tifosi del Genoa ricordano benissimo questi calciatori che, come tanti altri, hanno lasciato il segno ma sono dovuti andare via per motivi economici o per offerte irrinunciabili fatte alla società che avrebbe potuto effettuare plusvalenze importanti e reinvestire sul mercato: dall'inizio dell'era Preziosi con i soli calciatori nominati in precedenza nelle casse rossoblù, calcolando i trasferimenti secondo le stime di Transfermarkt.it, sono arrivati all'incirca 90 milioni di euro e ne sono stati spesi 51/53.

Per la storia del Genoa non possono essere dimenticati uomini goal come Tomáš Skuhravý, Carlos Alberto Aguilera, Roberto Pruzzo, Guillermo Stábile, Riccardo CarapelleseJuan Carlos Verdeal che hanno emozionato la gradinata Nord perché, come diceva Eduardo Galeano, "il gol, anche se è un golletto, risulta sempre un gooooooooooool nella gola dei radiocronisti, un do di petto capace di lasciare Caruso muto per sempre, e la folla delira, e lo stadio dimentica di essere di cemento e si stacca dalla terra librandosi nell’aria".

Quale sarà il futuro di Krzysztof Piątek? Chiaramente siamo solo all'inizio della stagione ma se il rendimento dovesse rimanere costante per tutta la durata del torneo non sarà facile trattenerlo, come accaduto per i bomber passati nelle scorse stagioni. La crescita è notevole visto che è stato rilevato dal Cracovia per una somma di circa 5 milioni di euro ma non è quantificabile al momento l'eventuale costo del cartellino per una futura rivendita. Piatek è sotto contratto fino al 2022 con uno stipendio da 450 mila euro a stagione e risulta essere uno dei meno pagati nella rosa del Genoa. Lo stesso attaccante nei giorni scorsi ha ammesso che non sa dove sarà tra sei mesi ma, nel frattempo si gode, questo momento magico e la convocazione con la nazionale polacca perché, nel calcio moderno, "del doman non v'è certezza".