La lunga battaglia di Cristiano Ronaldo con il fisco continua a riempire le pagine dei giornali spagnoli. Accusato di aver evaso quasi 15 milioni di euro in quattro anni, dopo alcuni ricavi derivanti dalla vendita dei suoi diritti d'immagine, e ora costretto a cercare un accordo con l'Agenzia Tributaria Spagnola per evitare guai peggiori, il giocatore del Real Madrid si sarebbe ribellato alla presunta differenza di trattamento messa in atto dal giudice che sta seguendo il suo caso.

Secondo quanto scritto da "El Mundo", CR7 si sarebbe infatti indispettito di fronte alla scelta della giustizia spagnola di riservargli un trattamento diverso da quello ottenuto da Leo Messi: anche lui ritenuto responsabile di frode fiscale e condannato a 22 mesi e a sanzioni pecuniarie per circa 45 milioni di euro. Per il portoghese, dunque, il giudice Monica Gomez Ferrer avrebbe avuto un occhio di riguardo solo per il rivale argentino.

Da Valencia arrivano nuove accuse

Sempre nell'articolo del giornale iberico, viene spiegato il punto di vista del Pallone d'Oro in carica. L'attaccante lusitano avrebbe infatti contestato alla giudice di aver usato nei suoi confronti criteri "irrazionali, soggettivi e incomprensibili", di aver  avergli negato l’espediente giuridico concesso a Messi e di non aver preso in considerazione la difesa dei suoi avvocati, che avevano chiesto al tribunale di comparare i contratti di sponsorizzazione di CR7 a quelli della "Pulce".

Se da Madrid continuano a non esserci schiarite per CR7, da Valencia sono giunte nelle ultime ore altre brutte notizie per il campione portoghese. Dall'ufficio del Procuratore Provinciale è infatti partita una richiesta di procedimento penale nei confronti di diverse persone: tra cui Cristiano Ronaldo, il suo agente Jorge Mendes e il proprietario del Valencia Peter Lim. Secondo l'accusa di un ex vicepresidente del Valencia, Miguel Zorio, sono stati commessi altri reati fiscali grazie alla rete di società che costituivano Lim e Mendes in vari paradisi fiscali.