Amarezza e rabbia. Vincenzo Montella le assapora entrambe al termine di Fiorentina-Napoli. Ci teneva a fare bella figura al debutto, magari bagnando [anche] l'esordio del neo presidente, Commisso, con una vittoria. Al Franchi c'era il pubblico delle grandi occasioni, tutti per la Viola e per Ribery. Non è bastato per battere un avversario spinto dal tridente mortifero Insigne-Mertens-Callejon e ‘aiutato' da alcune decisioni arbitrali.

Errori che si mescolano nella folle serata d'agosto, di calcio tra squadre non ancora rodate e a corto di condizione, con meccanismi difensivi da rivedere. Errori che portano la firma del direttore di gara, Massa, e dei suoi collaboratori al Var tanto ligi in occasione del penalty concesso per il tocco di braccio di Zielinski quanto incredibilmente assenti sulla simulazione di Mertens e la trattenuta galeotta di Hysaj su Ribery.

A fine primo tempo c'è un episodio di simulazione, ma perché l'arbitro na va a vederlo? – dice Montella -. Non voglio sentire mai più nessuno dire che Chiesa è un simulatore. Massa ha visto nettamente un fallo su Mertens… e il Var che fine ha fatto? Se avesse verificato l'azione si sarebbe accorto che è Mertens a cercare l'altro… Sono stato ammonito perché sono scattato d'impeto sul presunto rigore su Ribery… Forse perché volevo batterlo io.

Montella non ci sta, fa male perdere in questo modo dopo aver trovato un vantaggio lampo e subito rimonte continue. Fa male per colpe dell'arbitro ma anche per demeriti propri. Il tecnico della Fiorentina non si nasconde e, al netto delle polemiche sulla direzione di gara, chiarisce che ci sono cose da rivedere anche nella sua squadra.

In carriera ho accettato errori anche peggiori, ma senza alcuna tecnologia – ha aggiunto – Domani, rivedendo, sarà peggio di oggi perché non capisco. La partita? Per affrontare il Napoli, che là davanti gioca a memoria, ci sono due strade: coraggio o chiudersi. Abbiamo capito che i ragazzi possono giocare anche con coraggio e proveremo a limare le cose sbagliate.