Niente da fare per Michel Platini. Doccia fredda per l'ormai ex presidente dell'Uefa, dopo il verdetto della prima sezione civile del Tribunale federale di Losanna. Confermata per il francese l'inibizione di quattro anni (fino all'ottobre 2019). Bocciato dunque il ricorso presentato da "Le Roi" contro la squalifica inflittagli dalla FIFA per l'inchiesta relativa ai due milioni di franchi svizzeri (circa 1.8 milioni di euro) ricevuti nel 2011 dall'allora presidente della Fifa, Joseph Blatter, ma per una consulenza che risaliva al quadriennio che va dal 1998 al 2002.

La delusione di Platini: "L'ingiustizia continua"

Grande delusione da parte di tutto l'entourage di Platini che ovviamente sperava in un esito diverso. A tal proposito l'avvocato dell'ex numero 10 della Juventus Vincent Solari ai microfoni di "Le Parisien" ha dichiarato: "La delusione di Platini è grande, si sente vittima di una sanzione ingiusta e deve constatare che l'ingiustizia continua". Parole che fanno il paio con quelle dei mesi scorsi, con l'ex dirigente del massimo organo calcistico continentale che si è sempre professato innocente.

La vicenda e il precedente sconto

In un primo momento per la vicenda Platini era stato squalificato per 8 anni dalla FIFA, pena ridotta poi a 6. Il francese si era rivolto dunque al Tas, ovvero il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, dove ha ottenuto una vittoria parziale con uno sconto di altri due anni. Verdetti che però hanno lasciato comunque l'amaro in bocca al transalpino costretto prima a dimettersi da numero uno dell'Uefa e poi a ritirarsi a malincuore  dalla corsa alla poltrona della FIFA dove avrebbe dovuto raccogliere l'eredità dell'altro grande dirigente decaduto Sepp Blatter, coinvolto anch'egli nella vicenda.