Ormai la costante crescita dell’Atalanta non fa più quasi notizia perché da quando Gian Piero Gasperini ha preso le redini del club orobico ci siamo quasi abituati a veder gravitare i nerazzurri nella parte alta della classifica tra quelle che possiamo considerare le big del calcio italiano. Eppure la Dea guidata dal tecnico di Grugliasco in questa stagione ha trovato il modo di stupire ancora tutti e far ricredere chi dopo i passi falsi di inizio stagione (eliminazione nel preliminare di Europa League e l’avvio stentato in campionato con appena sei punti conquistati nelle prime otto giornate) già recitava il requiem per il Gasp e i suoi ragazzi.

In piena lotta per un posto in Champions League

Ma come d’incanto dalla nona giornata in poi (prepotente 5-1 in casa del Chievo) ecco che di colpo la macchina perfetta confezionata dalla società del presidente Percassi e orchestrata dal maestro Gasperini ha ripreso a funzionare a meraviglia, facendo anche meglio di quanto fatto vedere negli anni passati nonostante i tanti giocatori di talento (da Conti a Kessié, da Caldara a Cristante) sacrificati all’altare delle vitali plusvalenze. Il Papu Gomez (spostato in posizione più arretrata, quasi da regista a tutto campo) e compagni hanno magicamente ripreso a macinare quel calcio offensivo fatto di corsa, intensità, ma anche di qualità nei singoli e partecipazione collettiva alla manovra d’attacco, che tante soddisfazioni aveva regalato in Italia (e anche in Europa) negli anni precedenti.

È arrivato così il filotto di risultati di otto vittorie e due pareggi (contro Juventus e Roma, non proprio le ultime della classe) negli ultimi tredici turni di campionato che ha permesso alla Dea di risalire la china e portarsi a ridosso delle posizioni che contano: a tre punti dal Milan quarto e dunque in piena lotta per un posto nella prossima Champions League.

Miglior attacco con uno Zapata straripante

Lotta nella quale i bergamaschi non sembrano essere gli outsider ma, dovessero continuare su questi ritmi e mantenere l’attuale condizione psicofisica, serissimi pretendenti per un pass per l’Europa che conta. A confermare ciò anche il fatto che quest’anno il già prolifico gioco offensivo studiato da Gasperini stia dando addirittura maggiori frutti rispetto alle passate stagioni tanto da risultare dopo ventuno turni di campionato come il miglior attacco della Serie a con 47 reti (38 negli ultimi tredici turni in cui ha quasi mantenuto la media “barcelloniana” di tre gol a partita) grazie alla straordinaria prolificità di un Duvan Zapata sbloccatosi dopo un periodo di annebbiamento capace di segnare 14 centri nelle ultime otto giornate (come mai nessuno era riuscito a fare prima di lui nella storia della Serie A) e appaiato al cinque volte Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo al secondo posto della classifica marcatori a quota 15 sigilli, ma anche grazie a quella che è la difesa più prolifica dell’intero campionato (14 le marcature firmate da difensori centrali e terzini).

Sognando la seconda Coppa Italia della sua storia

Stagione dell’Atalanta che in quest’ultima settimana si è impreziosita con il prestigioso scalpo rimediato nei quarti di Coppa Italia dove gli orobici hanno nettamente battuto per 3-0 ed eliminato nientemeno che la Juventus di Massimiliano Allegri, dominatrice incontrastata delle ultime quattro edizioni della competizione nonché del campionato attualmente in corso, accedendo così per il secondo anno consecutivo alla semifinale del torneo. E mai come quest’anno ha la possibilità concreta di mettere un trofeo in bacheca che dopo 56 vada a fare compagnia a l’unico titolo nazionale fin qui conquistato in 112 anni di storia, cioè proprio la Coppa Italia nella stagione 1962/1963, e di centrare per la prima volta l’accesso alla fase a gironi della Champions League.