Fair play finanziario, oggi Inter e Milan non potrebbero giocare in Champions League

Una volta era ‘clamoroso al Cibali', oggi è ‘clamoroso a San Siro'. Inter e Milan non potrebbero, oggi, giocare in Champions League se le regole del Fair Play finanziario voluto da Michel Platini ("spendi quanto guadagni") fossero in vigore. Meno male che c'è ancora tempo per mettersi a posto, visto che questa regola entrerà in vigore solo nella stagione 2o13-2014.
A svelare questo retroscena preoccupante è stata una indagine di ‘Milano Finanza' che conferma quanto segue: "Se il regolamento sul fair play finanziario, voluto dal presidente della Uefa, Michel Platini, fosse in vigore già ora, Inter e Milan non avrebbero i requisiti di bilancio necessari per potersi iscrivere alle competizioni europee e non potrebbero dunque partecipare alla Champions League. Ma non sarebbero comunque gli unici grandi club a rischiare l'esclusione. A fare compagnia alle due milanesi ci sarebbero anche il Manchester City, il Chelsea, il Liverpool e, a sorpresa, il Barcellona.
Dal documento messo a punto dalla Uefa emerge che ci sono sei club che sommando i risultati economici relativi alle stagioni 2008-2009 e 2009-2010, presentano una perdita aggregata superiore ai 45 milioni. Un risultato negativo che, se il fair play finanziario fosse già in vigore, non consentirebbe a queste società l'iscrizione alle competizioni internazionali (Champions League e Europa League), nemmeno se i loro azionisti ripianassero la perdita ricorrendo a una ricapitalizzazione.
il club europeo ad aver conseguito negli ultimi due esercizi la perdita più consistente è il Manchester City, con un rosso aggregato di 253,7 milioni di euro, seguito dall'Inter (223,4 milioni) e dal Chelsea (141,1 milioni). Nel sestetto dei club che virtualmente non rispetterebbero i parametri del fair play finanziario figurano anche il Liverpool con una perdita aggregata nelle ultime due stagioni di 114,2 milioni, ma anche il Milan (95,8 milioni) e il Barcellona (88,2 milioni).
L'entità della perdita di questi sei club è tuttavia così elevata che, anche in caso di rettifica, risulterebbe comunque superiore ai 45 milioni. Ci sono però ancora tre esercizi, prima dell'entrata in vigore del regolamento, per poter sanare la situazione. E i club, come dimostra specialmente il Milan, che ha chiuso l'ultimo bilancio con un rosso di soli 18 milioni, sono intenzionati ad adeguarsi."