L’affare Lozano, in dirittura d’arrivo, non ferma il calciomercato del Napoli, anzi. Gli azzurri, numericamente sguarniti in attacco, specie se dovessero effettivamente concretizzarsi gli affari in uscita Verdi e Ounas, sono alla ricerca di elementi d’attacco capaci di interpretare al meglio il nuovo modulo ancelottiano che prevede un ambizioso 4-2-3-1. E in questa ottica vanno letti l’interessamento e poi l’offerta campana per l’esterno verdeoro Everton uno dei protagonisti assoluti del Brasile campione nell’ultima Copa America vinta, appunto dal Brasile di Tite. Qui, dal suo esordio nella cantera del Fortaleza al suo debutto con Gremio e Seleçao, la storia del ‘cipollotto' Cebolinha.

scheda da sofascore.com
in foto: scheda da sofascore.com

Gli inizi al Fortaleza, l’arrivo al Gremio e il successo in Copa America

Nasce a Maracanau, località nello stato centrale del Ceará, il 22 marzo 1996 rivelando nel luogo natio, grazie all’assonanza col leggendario stadio verdeoro, il suo futuro da calciatore. Qui, nello stato di Fortaleza, Everton Sousa Soares muove i primi passi nelle giovanili del club omonimo facendo il suo ingresso nella cantera Leao. Prima però due mesi così, così nel Sao Bernardo. Nel Fortaleza ci rimane fino al 2012 quando passa al Gremio, e più nello specifico nelle giovanili del club di Porto Alegre che beffa l’Internacional al fotofinish. Fra le fila dell’Imortal Tricolor, il promettente esterno offensivo dal fisico minuto ma dai grandi numeri nello stretto, compie tutta la trafila per poi esordire in prima squadra il 19 gennaio 2014 contro l’Atletico Paranaense.

Da lì una costante ascesa nel calcio che conta con ben 39 gol, 10 assist, 1 coppa del Brasile, 2 campionati Gaucho, una Copa Libertadores nel 2017 e una Recopa Sudamericana col Gremio in 153 presenze. Trofei importantissimi, col marchio di Everton ben impresso, specie nelle ultime annate, che poi gli schiudono le porte della Seleçao.

Prima assaggiata nel 2018 (debutto contro gli Usa l’8 settembre 2018) e poi conquistata a pieno titolo in questa estate in cui da rimpiazzo di Neymar, assente per infortunio nell’ultima Copa America, si trasforma con tre reti (titolo di capocannoniere ex aequo con Guerrero del Perù), 19 dribbling riusciti a referto, una media voto del 7.3 in 342’ di gioco in trascinatore dei suoi. Vestendo il bianco

Caratteristiche di gioco, esterno offensivo tutto dribbling e velocità

Cebolinha, “il cipollotto”, soprannome che al tempo gli fu dato dal compagno di squadra Parà per via della somiglianza di Everton con un noto personaggio dei fumetti brasiliani (tradotto in inglese col titolo di ‘Jimmy Five’), è un calciatore molto, molto interessante. Che pur ancora poco disciplinato tatticamente, può diventare devastante in campo aperto, in transizione, così come nello stretto al cospetto di difese molto chiuse, serrate. Everton è un talento naturale, un dribblatore seriale in grado però non solo di creare superiorità numerica ma anche di convertire in rete i suoi guizzi, i suoi funambolismi con precise bordate dalla distanza.

Qualità, doti tecniche riassunte efficacemente nella sua prima rete, all’esordio in Copa America, con la maglia bianca che fu indossata dalla Seleçao nel 1950, nel Maracanazo (che ritorna ciclicamente nella storia del ragazzo), contro la Bolivia. Per un esterno offensivo potenzialmente stellare e che potrebbe giocare, nel Napoli di Ancelotti, come vice Insigne, sulla trequarti o, volendo, a destra, in luogo di Callejon.

Valore di mercato in ascesa: occorrono almeno 45 milioni di euro

Il recente exploit in Copa America, con il Ct Tite che lo ha preferito ai più blasonati Douglas Costa e Willian nella rosa dei ventitré convocati, non aiuta di certo il Napoli che, peraltro, lo ha già trattato lo scorso anno. Prima del successo sudamericano, infatti, il valore del classe ‘96 si assestava sui 20 milioni di euro mentre oggi, dopo questo proficuo mese di luglio e l’offerta di un club cinese, rispedita al mittente dal Gremio, di 40 milioni di euro, per strapparlo ai verdeoro occorrono, al momento, almeno 45 milioni di euro. Con l’Arsenal, come per Pépé, a complicare l’assunto.