La famiglia di Emiliano Sala non si arrende e spera che le ricerche, quelle finanziate privatamente, possano essere finalmente utili a scoprire che fine ha fatto il calciatore scomparso da quasi una settimana mentre viaggiava a bordo del piccolo aereo che avrebbe dovuto condurlo a Cardiff, per indossare la maglia del club gallese. L'ultimo segno di vita è stato quel messaggio spedito su WhatsApp ad amici nel quale l'attaccante, ex Nantes, confessava il proprio timore per la situazione (ho paura… qua sembra che tutto vada in pezzi"). Da allora più nulla, fino alla decisione della polizia di sospendere le operazioni di ritrovamento definendo "remote" le possibilità che il giocatore e il pilota siano sopravvissuti.

La raccolta fondi per finanziare le ricerche di Sala

Una vicenda triste e durissima. Perfino dinanzi alla morte può essere difficile farsi una ragione dell'assenza, provate a immaginare cosa possa significare non avere notizie certe e al tempo stesso combattere con sé stessi, lacerati dal dubbio che forse la persona cara in un modo o nell'altro s'è salvata e dalla ragione che invita a mettere l'animo in pace. Angosciante. Si spiega anche così il tentativo – attraverso una raccolta fondi online – di ricavare abbastanza soldi da destinare alle ricerche.

Circa 4 mila persone hanno versato 300 mila euro

Circa quattromila le persone che in un giorno hanno aderito all'iniziativa accumulano una somma di oltre 300 mila euro rispetto all'obiettivo principale inizialmente fissato a 150 mila calcolando che le spese quotidiane per sostenere le ricerche sono di 7 mila/10 mila euro. Tra i donatori anche tanti calciatori, alcuni molto noti a livello internazionale: Kylian Mbappé, stella della Francia campione del mondo e del Paris Saint-Germain ha versato una cifra importante e come lui anche Adrien Rabiot, Dimitri Payet o N'Golo Kanté che con Sala ha condiviso l'esperienza di qualche anno fa al Caen.