Non poteva più aspettare l'Inter né la scelta di Mauro Icardi. Edin Dzeko non aveva alcuna voglia che la propria carriera dovesse dipendere in maniera così diretta e sfiancante dalla volontà di un altro calciatore e, più ancora, dall'impossibilità di un club – la Juventus – che, nonostante la preferenza dell'argentino, non ha potuto affondare il colpo. Il bosniaco s'è chiamato fuori dal domino di veti incrociati e trattative lasciate in sospeso: lui aveva già raggiunto un accordo coi nerazzurri, aveva dato da un paio di mesi la propria disponibilità, attendeva solo che gli dicessero di fare i bagagli e volare a Milano.

Contratto rinnovato, cifre e durata

A mano a mano, però, con il trascorrere delle settimane e il lavoro del tecnico, Fonseca, l'ex City ha ripreso quella centralità nel progetto giallorosso che sembrava smarrita. A tenerla in piedi la determinazione da parte dei giallorossi rispetto alle offerte dei nerazzurri: per meno di 20 milioni non si tratta e poi chi vi dice che vogliamo liberarci di lui? Ecco, è questo l'ipotesi che ha preso piede poco alla volta fino a quando, la reciprocità di fiducia e interessi, non hanno spinto il giocatore e il club [con il benestare dell'allenatore] a mettere nero su bianco prolungando l'esperienza comune fino al 2022 con stipendio di circa 5 milioni più bonus inclusi.

La versione di Edin Dzeko raccontata dal procuratore

A raccontare le ragioni di una decisione che ha sorpreso un po' tutti, a cominciare dall'ambiente interista, è stato Silvano Martina, l'agente di Dzeko, e lo ha fatto a Teleradiostereo: "Edin ha Roma e la Roma nel cuore e non sono parole di circostanza per lui e per la famiglia – ha ammesso il procuratore -. L’opportunità di andare all’Inter era una cosa reale, però Edin non poteva attendere le scelte di qualcuno, che può essere l’Icardi della situazione e la stessa Inter. Sicuramente il fatto che tutti, dall’allenatore ai compagni fino ai tifosi, chiedessero questo rinnovo ha influito molto. Si è sentito importante".