Sì, Napoli può essere la piazza ideale per Mauro Icardi per rilanciarsi circondato dall'affetto di un popolo di tifosi che per gli argentini hanno sempre avuto un debole. Sì, Carlo Ancelotti può essere l'allenatore che – per approccio caratteriale ed esperienza internazionale – saprebbe come trasformare in devastante un attaccante che in area di rigore è forte come pochi in Europa. Del resto, se un ‘vecchio bucaniere' delle difese come Giorgio Chiellini lo ha definito "uno che ti distrugge mentalmente" è la conferma di quanto sia letale l'attaccante interista quando ti prende il tempo e batte a rete. Sì, quella azzurra può essere la squadra da prendere per mano e trascinare verso quello scudetto che si perde nella notte dei tempi del Diez.

Il San Paolo, che non ribolle più di tifo, attende solo il prossimo eroe da osannare a ritmo di porompompero e non c'è da stupirsi se l'entourage dell'attaccante prenda in considerazione l'ipotesi di spostarsi più a Sud nella geografia del calcio italiano. Qualche anno fa, nell'estate di rabbia e rancore per il passaggio di Higuain alla Juventus, il presidente Aurelio De Laurentiis provò a strappare Maurito all'Inter e a persuadere la moglie/agente, Wanda, con un'offerta allettante: "7 milioni più 3 per i diritti d'immagine al calciatore, un ricco cachet alla consorte che sarebbe stata protagonista nel cine-panettone Natale a Londra", raccontò ai media la donna. Lusingata, ringraziò ma ribadì che un capitano non avrebbe lasciato la maglia nerazzurra a cuor leggero. Già, ma allora era un'altra cosa. Oggi le cose sono cambiate in fretta…

Maurito e Milik là davanti, che attacco sarebbe… ma tra i sogni dei tifosi, stanchi di arrivare secondi all'insegna del ‘anche oggi vinciamo domani', e la realtà dei fatti ci sono le cifre, i conti da pagare e quelli a bilancio da far quadrare. Perché ammesso che il Napoli intenda sedersi a trattare al tavolo ha un bel po' di ostacoli da superare: anzitutto  la clausola rescissoria di 110 milioni valida nei primi 15 giorni di luglio, una somma altissima e che comporterebbe sacrifici durissimi; ammesso, per assurdo, che da Milano acconsentano a uno sconto poi c'è da considerare l'ingaggio da corrispondere al giocatore che non potrebbe essere inferiore ai 7 milioni netti a stagione (la cifra proposta dai nerazzurri) a fronte dei circa 10 che Icardi ha chiesto alla società attuale per il rinnovo del contratto. Sognare si può… almeno quello costa nulla.