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Chiamare banco, fare all-in e portare a casa il massimo della posta in palio. Mino Raiola ci prova ancora una volta ma non c'è in ballo un trattativa semmai la possibilità di trascinare sotto la propria egida un altro calciatore tra i più forti del momento in Italia e in Europa. Dopo i Donnarumma boys (Gigio e Antonio, entrambi portieri tra le fila del Milan), il potente agente dei calciatori (nel suo portafoglio c'è anche Lukaku, passato di recente al Manchester United) e Verratti (strappato a Di Campli), ha messo nel mirino anche gli Insigne, Lorenzo ‘il magnifico' e suo fratello Roberto, tornato in maglia azzurra dopo un'esperienza con il Latina.

Lorenzo e Roberto Insigne come i fratelli Donnarumma. A citare l'indiscrezione è La Repubblica che alimenta le voci di un possibile divorzio tra il numero 24 del Napoli e la Dona Management, l'agenzia che finora ne ha curato gli interessi. A tessere la trama sarebbe Enzo Raiola, cugino e socio in affari di Mino. Come andrà a finire? Difficile prevederlo considerato che, allo stato dei fatti, Insigne ha un accordo che lo vincola alla Doa Management fino al 2019 e in caso di cessazione anticipata del rapporto sarebbe costretto a pagare una penale. Ostacolo messo in conto dal potente procuratore che sa di potersi ritrovare tra le mani un'altra gallina dalle uova d'oro. Del resto, basta dare un'occhiata a come ha gestito la carriera di campioni del calibro di Ibrahimovic e nel recente passato a come ha condotto la trattativa per il rinnovo del contratto di Donnarumma con il Milan.

Cosa accadrebbe se Insigne s'affidasse a Raiola? Le offerte per Insigne non sono mai mancate. La travagliata vicenda del rinnovo col Napoli ha avuto un lieto fine: prolungamento fino al 2022 con ingaggio da 4.5 milioni a stagione per sancire, di fatto, l'intesa con il giocatore simbolo dei partenopei come nelle intenzioni del presidente, che con Raiola e i procutatori in generale non ha un rapporto idilliaco. Per lui, però, sarebbe un'altra pedina da muovere sullo scacchiere del mercato. Pecunia non olet, i soldi non puzzano recita un vecchio adagio. Soprattutto in questo calcio che non ha più bandiere.