Tradito da chi fino a ieri giurava di volerlo difendere e umiliato da una società che fino a qualche settimana fa pensava di volerlo confermare. Peggio di così non poteva andare e momento meno opportuno per comunicare l'esonero di Stefano Pioli non poteva esserci. Mentre la Juventus conquistava la finale di Cardiff, facendo tornare alla mente la galoppata dell'Inter del Triplete, la società nerazzurra ha infatti deciso di annunciare l'esonero del tecnico parmense (il meno colpevole, in questo assurdo momento interista) e di esporsi agli sfottò di chi stava godendo di una finale di Champions appena centrata. Proprio dall'addio di José Mourinho, per il club milanese è cominciato un lungo incubo fatto di molte delusioni e di altrettanti allenatori cambiati. In sette anni, l'Inter ne ha cambiati addirittura dieci: un trend che rischia di far impallidire anche l'esperto Maurizio Zamparini.

Il futuro della panchina dell'Inter

Dopo lo "Special One", la vecchia proprietà chiamò Rafa Benitez: allenatore che con Massimo Moratti, allora presidente del club, non riuscì mai a legare. Fu così che il patron chiamo il "traghettatore" Leonardo, prima di scegliere e bruciare nell'ordine Giampiero Gasperini, Claudio Ranieri e Andrea Stramaccioni. Quest'ultimo tenne duro anche per la stagione successiva, prima dell'arrivo di Walter Mazzarri e del ritorno di Roberto Mancini: conclusosi, come sappiamo, con la rescissione consensuale della scorsa estate. Le ultime intuizioni poco felici per la panchina, sono storia attuale.

Frank de Boer durò poco e sancì l'inizio dell'ennesima stagione da buttare per Icardi e compagni. Da quel giorno di novembre dello scorso anno ad oggi, sulla panca di San Siro riservata all'allenatore dell'Inter si sono seduti anche Vecchi e Pioli: ultima vittima di una dirigenza che pare sempre più nel pallone. Voltare pagina al più presto, magari senza la scocciatura dei preliminari di Europa League, sembra essere diventata la priorità alla Pinetina. Si ripartirà da uno tra Conte, Simeone e Spalletti.