Chi segue il calcio non può dimenticare la triste storia di Bradley, un bambino che a causa di un neuroblastoma è morto il 7 luglio del 2017, quando aveva appena sei anni. Per garantirgli le cure e una speranza la sua famiglia contattò il Sunderland, la squadra per cui il piccolo faceva il tifo. Bradley divenne la mascotte, batté anche il calcio d’inizio di una partita, spesso entrò in campo con i calciatori, legò moltissimo con Jermaine Defoe, che lo portò con sé anche a Wembley per una partita della nazionale inglese. E l’attaccante non ha mai dimenticato il piccolo Bradley, oggi ha voluto tatuare il suo nome sulla sua pelle.

Passarono assieme tante ore, tante notti, tanti momenti complicati, faticosi, tristi, ma anche tanti momenti belli, perché gli abbracci e i sorrisi che Bradley ha regalato a Defoe erano sinceri e si vedeva una gioia pura negli occhi del piccolo quando era con il suo eroe. Quando passò al Bournemouth Defoe nella conferenza stampa di presentazione pianse per il suo piccolo amico che era peggiorato sensibilmente. Mesi fa pubblicamente, dopo aver ricevuto dalla regina Elisabetta un’onorificenza per aver fondato la Jermaine Defoe Foundation, che dà sostegno a piccoli pazienti oncologici di Regno Unito e Caraibi, l’esperto bomber disse che immediatamente baratterebbe qualunque trofeo e tutti i riconoscimenti pur di riavere Bradley.

Jermaine Defoe con il piccolo Bradley.
in foto: Jermaine Defoe con il piccolo Bradley.

A oltre un anno dalla morte dello sfortunato bambino, Defoe ha voluto ulteriormente omaggiare Bradley facendosi tatuare il suo nome sull’avambraccio destro: ‘Brads’. Un video pubblicato sui profili social del Bournemouth ha reso pubblico il toccante gesto di Defoe, che ora porterà sempre con sé il piccolo amico. Alla BBC recentemente parlando di Bradley aveva detto: “Lui ha avuto una vita breve, ma è riuscito a cambiare tante vite…compresa la mia”.