De Laurentiis: “Non ha vinto il Napoli, ma il calcio italiano”

La sentenza della Corte di Giustizia federale sconfessa la tesi del procuratore Palazzi e assolve il club partenopeo. "Non è la vittoria del Napoli ma di tutto il calcio italiano: è come se ci fossimo svegliati dopo 20 anni". Aurelio De Laurentiis è raggiante: il volto teso durante la lettura in Aula dell'ultima memoria difensiva prima della Camera di Consiglio è finalmente disteso. "Dobbiamo riformare la giustizia sportiva, adeguandola ai tempi, i club non sono più quelli di 20 anni fa. Qualcosa finalmente si muove. La responsabilità oggettiva non va tolta, ma adeguata. I paesi europei ora devono creare un pool tra governi per combattere le scommesse, il cancro dello sport".
Dal calcio finito in tribunale a quello giocato, passando per le voci di mercato che vorrebbero Cavani conteso da club di mezza Europa. L'ultimo, in ordine di tempo, è l'Arsenal di Wenger.
Per Cavani mi hanno già offerto 55 milioni di euro e ho detto di no. Mi serve lui, non i soldi.
Massima fiducia nei confronti del Matador.
Confido nella sua professionalità. Lui sa che da noi è the number one of the city. Non credo che in altri luoghi o in altre squadre più blasonate di noi possa identificarsi così con città, maglia, tifosi.