De Laurentiis: “Cavani via per 70 milioni, ma l’ultima parola è sua”

Se gli faranno ‘un'offerta che non si può rifiutare', allora dirà di sì. Settanta milioni di euro per cedere Cavani possono bastare per consolarsi della perdita. Al Matador l'ultima parola, al Napoli i soldi da mettere in cassa. E' di buon umore il presidente, la vittoria gli ha restituito il sorriso e la voglia di parlare. Su twitter, addirittura esprime tutta la propria soddisfazione per una ricorrenza speciale: "400 volte "Presidente"! L'emozione la stessa di 8 anni fa come la voglia di vincere #ADL". A margine della cerimonia del Premio ‘Andrea Fortunato' svoltosi nel Campidoglio, Aurelio De Laurentiis appare tranquillo e parla anche del possibile addio a fine campionato dell'attaccante uruguaiano, tornato al gol contro l'Atalanta con una doppietta.
Cavani sa perfettamente che al Napoli è rispettatissimo e gli vogliamo bene e non solo per i gol che fa ma perché è una persona seria e garbata e poi esiste una clausola rescissoria. Se c'è un pazzo che vuole tirare fuori 70 milioni, che corrispondono ai 63 milioni netti per il nostro club, noi l'ascoltiamo ma comunque sarà Cavani ad avere l'ultima parola.
Incantesimo spezzato per il Matador (del gol) ritrovato.
Sono contento per lui perché sembrava fosse diventata una telenovela. E soprattutto per Pandev che era moltissimo che non segnava che poi è stato un gol determinate perché ci ha permesso di vincere.
Chi può permettersi Cavani?
Ci sono delle squadre che hanno un fatturato molto elevato come Barça e Real Madrid. Poi ci sono squadre che senza un fatturato elevato, ancora non so per quanto tempo, vanno fuori budget ignorando la regola del fair play finanziari. Io per lui ho messo una asticella molto alta.
Nessun braccio di ferro: se mettono i soldi nel piatto e il giocatore vuole, può andare.
Ma noi non vogliamo trattenere nessuno, perché Napoli è un qualcosa che nel calcio è rappresentativo ed è molto importante perché ha sempre vinto senza creare scandali.
Concetto più o meno simile anche per quanto riguarda Mazzarri.
Abbiamo un rapporto leale e amicale, io sono grato a Walter per questi 4 anni in cui ci ha consegnato professionalità. La nostra è una piazza che pretende molto. A Napoli è più difficile vincere perché si vogliono idoli da idolatrare ma non basta. Se non dovesse rimanere il mercato dipenderà anche da chi lo sostituirà e dipenderà moltissimo anche se ci verrà strappato Cavani. E' prematuro, ma ogni anno si devono fare cinque innesti che migliorino il gruppo. Ci sarà uno stanziamento considerevole per fare il lavoro di cui l'allenatore attuale o futuro avrà bisogno.
Al Napoli è stato spesso accostato il nome di Stefano Pioli. De Laurentiis replica così.
Prima da allenatore del Chievo e ora da tecnico del Bologna mi ha sempre messo in grande difficoltà. Ma non ho mai pensato a Pioli come allenatore perché non ho mai pensato ad un tecnico diverso da Mazzarri.
