Daniele De Rossi lascia la Roma, al termine del campionato. Quella contro il Parma sarà la sua ultima partita in giallorosso. Si chiude un’era, non solo per la Roma che nel giro di due anni ha perso prima capitan Totti e poi capitan futuro, che non abbandonerà il calcio e proseguirà la sua avventura all’estero.

Bandiera della Roma

La carriera di De Rossi è strepitosa, 18 anni e centinaia di partite con la Roma, oggi è raro trovare un calciatore che vesta per così tanto tempo la stessa maglia (a memoria vengono alla mente, nell’epoca recente solo Del Piero e Totti), un Mondiale vinto, un numero impressionante di gol, anche con la nazionale (21) e tante partite in cui è stato letteralmente un leone, lo è stato davvero non solo a livello astrologico (è nato il 24 luglio).

Dalla gomitata al rigore in finale, il Mondiale vinto con l’Italia

Con i giallorossi ha giocato più di 600 partite e realizzato oltre 60 reti, ma solo i numeri non bastano per descrivere De Rossi, un calciatore che in campo ha sempre fatto sentire il suo peso, ma che al tempo stesso ha sempre mostrato anche le sue fragilità, qualche annata non è stata splendida, ma lui si è sempre ripreso e quando è tornato lo ha fatto sempre in modo eccezionale. La fotografia della sua carriera, da questo punto di vista, è il Mondiale 2006, l’apice, in cui venne espulso per una gomitata a un avversario in Italia-Stati Uniti, partita del girone, che gli procurò una lunga squalifica, Lippi però gli diede fiducia nel momento più importante, nei rigori della finale con la Francia, De Rossi fu perfetto.

De Rossi leader giallorosso

Lo scudetto non lo ha mai vinto, lo ha sfiorato più di una volta, un paio di volte la beffa è stata tremenda, ma lui è sempre stato lì, non ha mollato mai, ha sempre trascinato la squadra, da gladiatore vero ha guidato la squadra anche quando c’era Francesco Totti e solo lui poteva raccogliere l’eredità del numero 10 e poteva ereditare la sua fascia di capitano. La sua bacheca non è colma, ha vinto con la Roma solo una Supercoppa Italiana e due volte la Coppa Italia, ma i trofei non raccontano la grandezza di nessuno e nemmeno di Daniele De Rossi, l’ultimo gladiatore del calcio italiano.

La carriera di De Rossi con la Roma

Nel 2001 contro l’Anderlecht, quando aveva appena diciotto anni, esordì ufficialmente con la Roma, un anno e mezzo dopo disputò la prima partita in campionato. Dalla stagione successiva ha sempre avuto il posto fisso. Tra il 2008 e il 2010 ha giocato la bellezza di 110 partite, tra campionato e coppe. Ha iniziato la carriera con il numero 27, passò al numero 4 successivamente prima di scegliere il 16, in onore della sua prima figlia (nata in quel giorno) e anche del suo idolo Roy Keane, contro il Parma, avversario nel giorno dello scudetto 2001, indosserà la maglia della Roma per l’ultima volta.

De Rossi e la Nazionale

L’ultima immagine del De Rossi azzurro è indelebile. Seduto in panchina DDR chiede a Ventura di mandare in campo Insigne, nel playoff di ritorno con la Svezia. Quella più bella è quella del Mondiale vinto in Germania. Con la nazionale ha lasciato un segno, ha giocato cinque partite in più di Zoff, quarto all time, ed è il centrocampista con più gol in assoluto.