Superare l’avversario in bravura, e in gol segnati, è il compito di ogni squadra che scende in campo la domenica. Per farlo, e portare a casa il risultato però, non servono soltanto i numeri #10, i fantasisti di turno, o i #9, i bomber che ti risolvono la contesa, ma anche quei calciatori, di sicuro esteticamente meno belli, capaci di spezzare il gioco, bloccare i talenti rivali e arginare le sortite del club nemico. Parliamo dei mediani, certo, e pure dei difensori che, per definizione, si frappongono fra la propria porta e gli avversari e che, in virtù dei loro compiti di squadra, spesso, passano alle maniere forti per interrompere le azioni nemiche. E così, in questo contesto, ecco quali sono i giocatori più cattivi, ma allo stesso tempo fra i più preziosi, e dunque ammoniti, di questa Serie A.

El General Rincon primo in Serie A: 15 gialli per lui

In testa a questa classifica dei giocatori più ammoniti della Serie A, c’è un calciatore il cui primato, in questo specifico settore, non sorprende affatto. Parliamo del General Rincon del Torino che, sulla sua garra sudamericana, ha costruito un’intera carriera. Una carriera fatta di piedi buoni, bravura nell’inserimento, capacità di dribbling, costruzione ma, appunto, tanto agonismo, intensità, cuore e dinamismo in mezzo al campo. Lì dove le partite si decidono e dove si incontrano i talenti maggiori. E proprio lì il numero #88 dei granata esprime tutto il suo potenziale, ma pure la sua grinta, con i suoi 1.2 recuperi per gara, il 60% dei contrasti vinti e 15 gialli su 69 falli commessi in stagione. In pratica, un giallo ogni 4.6 interventi fallosi che lo eleggono mediano per eccellenza e incontrista più cattivo del campionato.

Felipe secondo: è lui il difensore più cattivo del campionato

In seconda posizione, a breve distanza da Rincon, c’è un altro sudamericano, sia pure naturalizzato italiano, come Felipe Dal Bello bravo a strappare la titolarità nella sua Spal e a dimostrarsi utile nella organizzata fase passiva degli emiliani. Che, in questa annata, specie quando gli avversari riuscivano a farsi strada nei pressi di Viviano, si è servita molto dei suoi interventi, spesso decisivi, in chiusura, con tackle anche molto duri. L’ex Udinese, difatti, si è guadagnato ben 13 cartellini gialli ma con molti meno falli rispetto al centrocampista venezuelano in forza al Torino. Felipe, infatti, quando colpisce, viene sempre (o quasi) sanzionato con ben 13 ammonizioni a referto con appena 30 falli per un giallo ogni 2.6 interventi e due squalifiche complessive in campionato.

Traffico sul podio: Fares, Criscito e Veretout terzi a quota 12 gialli

Sul terzo gradino del podio, infine, traffico da ora di punta con un misto fra difensori e centrocampisti ad affollarsi in terza posizione a quota 12 gialli raccolti. Difensori, ma anche esterni bassi, come Fares della Spal e Criscito del Genoa e mediani completi, attacco-difesa, come il francese della Fiorentina Veretout. Che, in zone delicate del campo, di frequente, si trovano ad affrontare i calciatori rivali più pericolosi, dinamici e talentuosi non riuscendo a proporre altra soluzione, per il bene della squadra, che quella di stenderli a terra e guadagnarsi qualche cartellino. Qualche volta fondamentale per il risultato finale del proprio club.