Pepe Reina. Croce e delizia. Colonna dello spogliatoio del Napoli ma in scadenza di contratto. Maurizio Sarri ha voluto che restasse ancora tra i pali, il gruppo gli ha fatto da scudo quando le critiche gli sono arrivate addosso come bordate della macchina spara-palloni e martedì sera il portiere spagnolo ha reso grazia parando il rigore che avrebbe potuto riaprire il match di Champions con il FeyenoordJens Toornstra ha provato a sorprendere l'ex Liverpool con un rasoterra, lui è rimasto fermo scattando sulla sinistra per deviare la palla. Un tuffo e poi il boato del San Paolo hanno scandito l'attimo di gloria che Reina ha stretto in quei pugni branditi verso il cielo, spazzando via nuvole e obiezioni, perplessità e accuse, convincendo (quasi) il presidente De Laurentiis a dargli ancora fiducia discutendo del possibile rinnovo.

‘Da qui non si passa'. Poche parole pronunciate con voce ferma e sguardo fisso negli occhi dell'avversario: è il Corriere dello Sport a svelare il retroscena di quegli attimi che hanno preceduto la battuta del penalty rendendo ancora più epica la circostanza e l'impresa. Al resto ci hanno pensato l'istinto e la voglia matta di mostrare a tutti che ‘vecchio' è un termine che non s'addice a un portiere che mostra agilità da ragazzino e fiuto da veterano.

Dieci rigori parati in carriera, uno a Eto' e a Balotelli. Una parata che è valsa quanto un gol, anzi ha spianato la strada all'azione che ha portato Callejon a servire il tris agli olandesi. E' la decima prodezza in carriera di Reina che ha parato 3 rigori ai tempi del Villarreal (in Spagna disse no a Rivera del Levate, Di Vaio del Valencia ed Eto'o del Barcellona), 4 tra i pali del Liverpool (a Kanu del Portsmouth, Rooney del Manchester United, Long del West Bronwich Albion e Defoe del Tottenham), 3 da quando veste la maglia azzurra (a Balotelli del Milan, Destro del Bologna e martedì sera a Toornstra del Feyenoord).