In questi ultimi giorni hanno tenuto banco i problemi con il fisco di due grandi calciatori, per i quali addirittura Samuel Eto'o e Neymar rischiano il carcere, con l'ex Leone del Camerun gravato da una richiesta di condanna pesantissima (fino a 10 anni). Ma non sono le prime due stelle del calcio ad avere avuto problemi con l'erario. Ecco alcuni loro illustri predecessori.

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Maradona e la querelle infinita con il fisco italiano

La diatriba tra Diego Armando Maradona e il fisco italiano si protrae ormai da 27 anni. Infatti, per l'ex Pibe de Oro tutto iniziò nel 1989, quando la Guardia di Finanza fece delle verifiche fiscali nei confronti della società SSC Napoli e di alcuni giocatori, tra cui Careca, Alemao e lo stesso Maradona. La Guardia di Finanza in quell'occasione scoprì alcuni movimenti bancari sospetti: i tre giocatori, oltre agli stipendi pagati dal Napoli come lavoratori dipendenti, ricevevano anche dei soldi da parte di due società straniere che gestivano i loro diritti d’immagine.

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Il capitano del Napoli scudettato riceveva i soldi da una società con sede in Liechtenstein, mentre Careca e Alemao dalla Tug Sponsoring di Londra. All’epoca, infatti, erano gli stessi dirigenti del club partenopeo a far firmare ai calciatori due contratti, uno da dipendente e l'altro per i diritti d’immagine. In occasione di quel controllo, questa seconda pratica fu giudicata come evasione fiscale. Venne lasciato del tempo agli accusati per mettere in regola la propria situazione, ripagando le tasse dovute su i soldi guadagnati dalle società straniere. Maradona non prese alcun provvedimento, mentre Careca e Alemao fecero ricorso e dopo alcuni anni riuscirono ad uscire definitivamente dalla vicenda.

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Romario denunciato dall'ex moglie

Un altro campione ad aver avuto problemi con l'erario, questa volta quello brasiliano, fu il trascinatore dei Verdeoro nel Mondiale del 1994, Romario. Il funambolo di Rio de Janeiro è stato al centro di un'indagine condotta dalla “Receita Federal”, l'ufficio centrale del fisco del Paese sudamericano, in seguito alle rivelazioni fatte dall'ex moglie, Monica Santoro, secondo la quale il calciatore avrebbe occultato una cifra che all'epoca (1997) si aggirava intorno a 40 miliardi di lire spartendoli tra alcuni parenti per non pagare l' imposta sul reddito. Per questo nel luglio 2009 fu condannato per frode fiscale perché dichiarato colpevole di aver nascosto alle autorità brasiliane i suoi guadagni del 1996 e del 1997.

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Lionel Messi e le colpe del padre

Maradona non è stato l'unico diez della Seleccion argentina ad aver avuto problemi con il fisco. Da poco (luglio 2016) si è conclusa infatti la vicenda che ha visto coinvolto Lionel Messi, il padre e l'erario spagnolo. L'Audiencia di Barcellona ha chiuso il processo con una maxi multa da 2,1 milioni di euro per il giocatore e 1,6 milioni per il padre, e una condanna a 21 mesi di carcere per entrambi. L'accusa era di frode fiscale nei tre anni presi in esame (2007, 2008 e 2009) per complessivi 4,1 milioni di euro.

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Nel corso del processo la stessa accusa aveva distinto le due posizioni, chiedendo l'assoluzione per il calciatore, che avrebbe avuto un ruolo non diretto e operativo, e una condanna a 18 mesi per il padre. I giudici sono andati oltre e ora i Messi rischiano perchè in caso di nuovi problemi e nuova condanna, andando oltre la soglia dei 2 anni, dovrebbero scontare in carcere anche questi 21 mesi.

Luis Figo e i diritti d'immagine

Sempre il fisco spagnolo ha messo alle corde Luis Figo, condannandolo a pagare 2,45 milioni di euro per aver evaso le tasse legate ai diritti di immagine tra il 1997 e il 1999, durante gli anni al Barcellona. Contro questa accusa l'ex calciatore dell'Inter aveva presentato un ricorso nel 2012, ma la Corte suprema lo ha respinto confermando la condanna.

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Kakà assolto dopo aver pagato

Anche il brasiliano Kakà ebbe problemi con il fisco italiano. Ai tempi del Milan infatti fu accusato di evasione fiscale. Secondo l'accusa l'ex rossonero avrebbe creato un presunto "schermo" societario per eludere la tassazione (circa due milioni di euro) sui proventi derivanti dai diritti d'immagine. Il brasiliano, dopo aver saldato il contenzioso tributario, distinto dal procedimento penale, versando i due milioni di euro all'Agenzia delle Entrate, è stato assolto dal Tribunale di Milano perché «il fatto non sussiste».

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Il "Pibe" della Puglia accusato dal Fisco

Altro ex milanista ad aver avuto un contenzioso con l'erario del Bel Paese è Antonio Cassano. Nel 2015, il “Pibe di Bari”, difatti, è stato indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di aver evaso al fisco italiano 3 milioni di euro relativi all'ingaggio percepito nella stagione 2006/2007, quando giocava in Spagna per il Real Madrid.

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Cannavaro, l'iva e le imposte indirette

Evasione fiscale anche l'ex capitano della nazionale italiana Fabio Cannavaro. Il campione del Mondo 2006 è finito nei guai per aver evaso imposte dirette e Iva nel periodo tra il 2005 e il 2010 per oltre un milione di euro. In seguito a questi riscontri la Guardia di Finanza ha sequestrato all'ex difensore di Napoli, Parma e Juventus (tra le altre), beni per un valore complessivo di circa 900 mila euro.

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Dani Alves nella lista pubblica dei morosi

Lo scorso giugno l'Agenzia delle Entrate spagnola ha pubblicato una lista di 4.768 soggetti morosi al 31 dicembre 2015. Tra questi anche il terzino brasiliano, ora alla Juve, Dani Alves che deve al fisco iberico 1,3 milioni di euro. Secondo la stampa spagnola il debito sarebbe stato accumulato negli anni trascorsi al Barcellona e riguarderebbe, anche in questo caso, il mancato pagamento di tasse sui diritti d'immagine del calciatore.

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Mascherano, un altro blaugrana condannato

Molto simile la vicenda che ha visto coinvolto il centrocampista blaugrana Javier Mascherano. L'argentino che dal 2010 gioca nel Barça , a gennaio è stato indagato e condannato dal fisco spagnolo per l'evasione legata ai diritti d'immagine riguardanti gli anni 2011 e 2012. El Jefecito è stato condannato a un anno di carcere più 850mila euro di multa.